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Pregare con Sant’Angela

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Molti nostri contemporanei sperimentano una reale sete di Dio che li spinge ad andare alla ricerca di risposte ai loro perchè spirituali, con grande avidità.

Ci troviamo questa mattina in un ambiente che spira la preghiera. Questi muri già da secoli spirano la preghiera. In questo luogo, tante donne consacrate hanno cercato e trovato una prossimità vivente con il Dio vivente. Questo spirito di preghiera è un dono di Dio al mondo, alla Chiesa, quella di ieri e di oggi. Trascende il tempo.

Oggi, il cammino di preghiera di S. Angela è così vero come nella sua vita di circa 65 anni. Il suo insegnamento parla ai nostri cuori oggi come nel Cinquecento, quando rivelava alle sue prime compagne i motivi e i mezzi per rendere concreta nella loro vita una preghiera autentica.

Oggi, molti fra i nostri contemporanei sperimentano una vera sete di Dio, cercano con avidità una risposta alla ricerca dell’assoluto che li invade. Affaticati dal consumismo che risponde soltanto ai bisogni immediati, cercano un cibo che possa nutrirli, un’acqua viva che possa dissetarli fino al fondo del loro essere. Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno, ma l’acqua che gli darò diventerà in lui una sorgente zampillante fino alla vita eterna (Gv 4, 13-14), diceva Gesù alla Samaritana.

Questa mattina, riuniti insieme, sentiamo in noi questo desiderio di avvicinarci alla fonte d’acqua viva, per attingere il dono di Dio. Tutti, amici di S. Angela, speriamo di trovare in S. Angela, il mezzo per attingere alla sorgente della preghiera e bere la sua acqua a lunghi sorsi.

Cominciamo a prendere il cammino con Angela, renderci conto del modo in cui ella ha pregato. Alla luce della sua esperienza personale, potremo riconoscerci qua e là, dicendo: sì, ecco la mia preghiera! o: Così desidero pregare! Questa sarà la prima parte. Dopo, nella seconda parte, ascolteremo Angela insegnarci che cosa è la preghiera, come pregare e perché pregare. Terzo, studieremo i modelli di preghiera lasciatici dalla Madre.

La conclusione? Lasciamo fare a Dio nel colloquio segreto di ciascuno con Lui. I momenti di preghiera personale saranno i più importanti della giornata, perché diremo al Signore, come il giovane Samuele: Eccomi! Parla che il tuo servo ascolta! (I Sam. 3, 10).

I. Come Angela ha pregato : la sua esperirnza personale

Come parlare della preghiera d’Angela? È molto difficile parlare della propria esperienza di preghiera. E più si prega, più diventa difficile descriverla, perché la preghiera si vive in un livello tanto personale, tanto intimo! Ci fa entrare in un regno nel quale ci troviamo soli e totalmente scoperti alla presenza di Dio. Forse è ancora più difficile parlare della preghiera di un amico, di qualcuno che abbiamo conosciuto per molti anni, perché ci troviamo di fronte al mistero degli altri, il mistero delle sue relazioni nascoste con Dio. Talvolta qualche confidenza, qualche raggio spirituale ci rivelano l’intensità o la semplicità del suo dialogo con Dio.

Conosciamo qualche cosa della preghiera di S. Angela, grazie a rarissime confidenze cadute dalle sue labbra e raccolte dai testimoni della sua vita.

1° Angela ha seguito un’attrattiva interiore

Secondo due testimoni indipendenti, Antonio Romano e Agostino Gallo, Angela verso i cinque o sei anni incominciava a sentire una misteriosa attrattiva per Dio, in seguito alle letture fatte dal suo padre la sera alla famiglia. Quelle letture raccontavano la vita dei santi, dei martiri, delle vergini della Chiesa primitiva. Probabilmente furono quelle vite scritte da Jacopo da Voragine, che hanno istruito molte generazioni di cristiani. Dunque, per Angela, Dio si manifestava grazie al testimone della fede che trovava in suo padre. Per molti di noi furono i nostri genitori o il sacerdote della parrocchia o la suora della scuola materna che hanno fatto sorgere in noi lo scatto che ci ha fatto incontrare Dio.

Anche un luogo può essere all’inizio della nostra preghiera. Mi ricordo di una piccola allieva di 6 o 7 anni, Maria Sofia. Per la prima volta la sua mamma l’ha mandata a prendere da sola il pane alla panetteria, che si trovava a circa cinque minuti dalla sua casa. Che gioia uscire per la prima volta, da sola, come una grande! Al ritorno, Maria Sofia scorge la chiesa. La porta è aperta. Entra, s’accomoda e rimane là tranquillamente, molto felice di quest’incontro con il Signore. Ritornata a casa, trova la sua mamma in preda all’inquietudine.

-Che cosa hai fatto per tanto tempo?
-La chiesa era aperta e sono entrata, disse la piccola.
-Impossibile! Devi dire la verità: hai giocato sulla strada, hai gironzolato, guardato i negozi?
-Ma no, mamma! Ti assicuro, sono entrata in chiesa per un momento.
-Che cos’hai fatto in chiesa? Hai giocato?
-Ma no, mamma! Mi sentivo così bene con Gesù che sono rimasta là.

Mi sentivo così bene con Gesù, che sono rimasta là! È l’esperienza di Teresa del Bambino Gesù mentre accompagnava suo padre alla pesca; la piccola pregava senza saperlo, aspettando che i pesci abboccassero l’amo. È quella l’esperienza d’Angela che sentiva che Dio l’attirava attraverso le letture di suo padre.

2° Angela si è fatta un certo ritiro nella vita quotidiana

Grazie alle letture di suo padre, secondo i testimoni al processo Nazari, Angela cominciò a darsi ad una vita sobria spirituale e contemplativa (Romano, f. 6v). Cominciò da 5 o 6 anni a fare astinentia (per i buoni documenti del padre), a starsi ritirata dalle genti, acciò maggiormente potesse darsi all’orationi e divottioni (Gallo, f. 9). Angela si trovava nell’età in cui il bambino si compiace di costruire il suo regno segreto, sotto la tenda o in un angolo del giardino. La leggenda del buon popolo ha tramandato che la notte Angela si alzava per unirsi a Dio nella preghiera. A Salò, nel 17° secolo, conservavano il ricordo di una piccola cappella al bordo di un ruscello nei boschi, dedicata alla ‘Madonna del Rio’, dove, dicevano, Angela – aveva allora 20 anni – amava ritirarsi per trovare Dio nella solitudine. Leggenda un po’ romantica, è vero, ma che traduce a modo suo la stima della gente per la profonda vita di preghiera della Santa.

Un mistico ortodosso contemporaneo, Antony Bloom, racconta che un giorno una donna molto occupata è andata a trovarlo, lamentandosi di non poter pregare. Le rispose:
-Signora, sa lavorare a maglia?
-Sì, da qualche tempo mi prende il desiderio di lavorare a maglia.
-Allora deve cercare di trovare ogni giorno un momento di solitudine. Deve accomodarsi in una poltrona e cominciare la maglia…Dopo un quarto d’ora guardi fuori della finestra, ammiri i fiori nel suo giardino, o, se non ci sono, prenda un libro con belle immagini e le ammiri. Faccia così ogni giorno, e dopo qualche tempo sentirà crescere nella sua anima una pace, una serenità finora sconosciuta. Allora comincerà a parlare con Dio, a dirgli semplicemente ciò che nasce nel suo cuore, allora incomincerà a pregare.

Abbiamo bisogno di un certo ritiro per avvertire la presenza di Dio nella nostra vita.

Secondo il Landini, che parla per udita da parecchie persone serve di Dio, che quasi tutte furono al suo tempo… mentre che nel campo l’altre sue compagne mietitore andavano a merenda, lei si slontanava all’orazione; et una volta, elevata in spirito, parvegli aprirsi il cielo et uscir una processione maravigliosa d’angeli e di verginelle… Et passando oltre la processione, arrivò una vergine sua sorella… la qual poco avanti era andata al paradiso; la qual, fermatasi con tutta la processione, le predisse che Dio si voleva servir di lei et che essa haverebbe fata una Compagnia di vergini, la qual si doveva dilatar, e simili cose. Ciò che importa per noi è il ricordo d’Angela che si allontanava dalle sue compagne per pregare nella solitudine.

Nel tempo della sua maturità, i testimoni rivelano che passava le mattinate in chiesa ad udire parecchie Messe, e la sera pregava a lungo nel silenzio della notte.

3° Angela cercava ausiliari per sostenere la sua preghiera

Una certa struttura

Sappiamo che, giovane adulta, sentiva il bisogno di farsi guidare ed aiutare nel cammino verso Dio. Scelse il Terz’Ordine di San Francesco, sotto la guida dei Cappuccini dell’Osservanza, al fine di poter più facilmente pregare, digiunare, ricevere i sacramenti. Vestiva l’abito delle Terziarie, la chiamavano suora, e Angela mostrava apertamente il suo impegno per una vita di fede e di preghiera.

Dopo un anno trascorso a Brescia - era allora sui quarant’anni - non ritornò a Desenzano, ma rimase nella città, dove poteva più facilmente udire le Messe, ascoltare le omelie, ricevere i Sacramenti. Così sembra che avesse scelto l’ambiente di vita che poteva meglio aiutarla nella sua vita spirituale.

La bellezza della natura

Angela era una campagnola. Conosceva le meraviglie della natura che si risveglia a primavera; ha pregato, ammirando la riva sabbiosa al bordo del lago, il cielo trapunto di stelle, i fiori del campo, la pioggia che bagnava la terra disseccata. È stato nella natura, secondo la tradizione, nel bosco di Brudazzo, che Dio le ha rivelato la sua missione. Angela sapeva quanto una natura pacificatrice, commovente nella sua bellezza, ci aiuta a raggiungere il Signore nella preghiera.

Una ragazza di nome Cecilia è andata a Taizé per “fare come tutte le altre della sua scuola”. Ha vissuto superficialemnteg gli incontri, le cerimonie liturgiche. Durante un pomeriggio libero è scappata nei campi, fuori dell’ambiente di preghiera che non la toccava per niente. Ha cominciato con una buona siesta sotto un albero. Quando si è svegliata, le è piaciuto sentirsi serenamente nel silenzio, nella bellezza della natura. Poi, pian piano, si è resa conto che quel silenzio era pieno della presenza di un Altro, che fino a quel giorno aveva cercato senza trovarlo. La presenza di Dio si è fatta sentire più fortemente. Cecilia sentiva con sorpresa che cominciava a parlare con Dio. Sentiva che il Signore l’attirava misteriosamente, con una nuova pace che mai fino a quell’ora aveva sperimentato. In questo modo, la natura è stata per quella ragazza un’introduzione alla preghiera.

Una folla che prega

È sorprendente che la Madre, compiacendosi nel ritiro e nella preghiera, abbia voluto parecchie volte unirsi devotamente ad altre persone nel loro pellegrinaggio. Facendo i conti dei giorni e delle settimane di pellegrinaggio, ho notato che Angela ha passato probabilmente il 5% del suo soggiorno a Brescia in pellegrinaggio, quindi un giorno su 20. Ha probabilmente trovato nei pellegrinaggi quella condivisione nella Fede, quella prossimità con la Chiesa sperimentata in mezzo ad una folla che prega, che canta, che proclama la sua fede, la sua adorazione al Dio vivente, il suo bisogno di perdono e di aiuto del Cristo Salvatore. Trovarsi immerso in una folla che prega, quanto quest’esperienza ci apre alla preghiera! Vediamo oggi migliaia di giovani che hanno scoperto il Signore nella loro via perché si sono trovati un giorno immersi in una folla che pregava a Lourdes, à Taizé, a Roma.

4° Angela fu nutrita spiritualmente dalla Sacra Scrittura

Angela sapeva leggere, ma non scrivere. I biografi affermano che passava tutto il suo tempo libero a pregare o a leggere. I suoi scritti sono pieni di citazioni, sia implicite sia esplicite, della Sacra Scrittura. Aveva a lungo approfondito nella preghiera le parole e gli esempi di Gesù, tanto che a volte faceva sermoni che duravano più di un’ora. La Sacra Scrittura aveva forgiato la sua preghiera. Da parte nostra, lo sforzo di scegliere un versetto dei salmi, per esempio, ripetendolo lentamente, affinché prenda vita in noi, è quello che il suo esempio ci propone.

Troviamo negli scritti di S. Angela anche riferimenti ai Padri della Chiesa; questo rivela che la Madre aveva una conoscenza dei commenti della Sacra Scrittura. Di fatto, questi libri spirituali sono come piccoli fratelli che insegnano la strada della preghiera, se vogliamo ascoltarli.

5° Angela ha contemplato i misteri della vita di Cristo

Per Angela, non basta la teoria. Ha bisogno di vedere, di sperimentare. Se ne va in Terra Santa: lo fa per conoscere meglio il paese di Cristo, al fine di vivere con lui i suoi misteri nei luoghi dove lui stesso ha vissuto. Sappiamo che una difficoltà di genere oftalmologico le ha impedito di vedere chiaramente quei luoghi santi, che li ha visti nel suo cuore, che al Calvario, più che altrove, è rimasta in ginocchio per una lunga preghiera, ricevendo grazie di luce e di forza per tutta la sua vita di santa e di fondatrice.

Due volte, Angela è ritornata a Varallo, dove nelle diverse Cappelle i misteri della vita di Cristo erano rappresentati in statue e affreschi di grandezza naturale. Angela cercava un aiuto percettibile per la preghiera. Quando ha preparato l’Oratorio per l’accoglienza delle sue prime compagne, la Madre ha fatto dipingere sui muri quadri del Vangelo: l’Annunciazione, la Natività, Gesù nel Tempio, la Passione, Maria Assunta, affinché le sue prime Vergini fossero aiutate a compenetrarsi profondamente della vita e degli esempi di Cristo e della Madonna. Aveva bisogno di una catechesi visiva ed attiva, per stimolarle alla preghiera. La sua epoca, inoltre, è quella dei grandi pittori del Rinascimento che hanno ornato centinaia di Chiese con quadri del Nuovo e del Vecchio Testamento. Anche noi abbiamo talvolta bisogno di vedere, di toccare, per sentire più concretamente ciò che stimola la nostra vita e la nostra preghiera.

Ci troviamo, dunque, di fronte ad una scelta molto ricca fra mezzi diversi per entrare nella preghiera, sotto la guida di S. Angela. Abbiamo visto, purtroppo rapidamente, come la Madre stessa ha vissuto diverse forme di preghiera, sia nella natura, sia in un luogo ritirato, sia in mezzo ad un gruppo che prega, o nella contemplazione dei misteri di Cristo. Ora, ci fermiamo per chiederci: quale forma di preghiera mi attira o mi aiuta, la preghiera attraversa la quale Dio si rivela a me? Ed io, come rispondo al suo invito d’intimità con lui?

Abbiamo visto aspetti diversi dell’esperienza di S. Angela. Vedremo successivamente in una seconda parte, come lei ha risposto al “perché” e al “come” dei nostri dialoghi con Dio; considereremo il suo insegnamento sulla preghiera.

II. L’insegnamento d’Angela sulla perghiera

I giovani oggi, spronati dal desiderio di efficacia, s’impegnano soltanto quando sono sicuri di vedere l’effetto della loro azione. Anche l’uomo del Rinascimento forse è stato avido di vedere dei risultati. Però, Angela ci dà parecchi motivi per incoraggiarci a pregare… e farlo con efficacia nella nostra vita quotidiana.

A. Perqué pregare ?

1. Per dare una risposta al bisogno di assoluto che è i noi

Nullo può sostituire il bisogno di assoluto che Dio ha messo Lui stesso nel più profondo del nostro essere. Dunque Angela ci afferma che con l’orazione si impetra da Dio la grazia della vita spirituale (Reg. 5, 4), quella che ci eleva sopra un’esistenza terrena, ridotta al livello dei nostri istinti e desideri. Però, è una vita! Ciò vuol dire sviluppo, progresso, creatività, uscita dalla praticaccia di un’esistenza comune…

2. Perché abbiamo bisogno di Dio

Angela afferma ancora: … bisogna pregare sempre con lo spirito e con la mente, dato il continuo bisogno che si ha dell’aiuto di Dio, per cui dice la Verità: “Oportet semper orare”, cioè, bisogna pregare sempre (Reg. 5, 5). E Dio sa quanto abbiamo bisogno di Lui nelle lotte della vita quotidiana.

a) Infatti, i tempi sono duri, incerti. Angela ci avverte: in questi tempi pericolosi e pestiferi, non troverete altro ricorso che rifugiarvi ai piedi di Gesù Cristo (Ric. 7,27). Pestiferi… cioè, nei quali il male si sviluppa come un’epidemia mortale e folgorante. Sembra che Angela si trovasse nel XXI° secolo!

b) Perché opinioni diverse ci lasciano perplessi, nel buio. Per esempio, oggi è tanto difficile sapere come assumere la nostra responsabilità di genitori! Perciò Angela ci raccomanda: quanto dovete pregare Dio che vi illumini e vi diriga e vi insegni quello che dovete fare per amor suo in tale compito (Ric. Prol. 7). Dice ancora: e sempre il principale ridotto vostro sia il ricorrere ai piedi di Gesù Cristo e lì, con tutte le vostre figliole far caldissime orazioni. Perché così senza dubbio Gesù Cristo sarà in mezzo a voi e vi illuminerà e vi istruirà come vero e buon maestro su ciò che dovrete fare (Ult. Leg. 3-5).

c) Ci sentiamo tanto deboli di fronte all’enormità dei problemi di oggi: disoccupazione, violenza, crisi economica, droga, ingiustizia verso i paesi poveri, guerra, dissesto sociale. Angela ci consiglia di pregarlo perché.. si degni anche di darvi tal sapere e tal potere da riuscire a far opera degna di lode al suo cospetto, e da mettere ogni impegno e ogni forza nel fare il vostro dovere. Perciò vi occorre prendere una integra e stabile determinazione di sottomettervi totalmente alla sua volontà e, con viva e salda fede, ricevere de lui ciò che dovete operare per amor suo, ed in questo, qualunque cosa accada, perseverare costantemente fino alla fine (Leg. Prol. 18-24).

3. Perché sentiamo il desiderio di offrirgli ciò che facciamo, ciò che siamo, ciò che è importante per noi

Angela ci invita a vivere una preghiera di grandissima intensità, come la sua. Ella domanda al Signore di ricevere il suo cuore, tutti i suoi affetti, la sua libertà, affinché possa scegliere il bene in tutte le circostanze della sua vita. Prega Dio di ricevere i suoi pensieri, parole, atti, tutte le cose sue (cf. Reg. 5, 42-43). Così ci mostra che tutto il nostro essere, tutti coloro che sono cari al nostro cuore, tutti sono benedetti da Dio e immersi nella tenerezza immensa del suo amore.

4. Perché talvolta sentiamo un desiderio immenso di lodarlo, di gridare il nostro “grazie”

Grazie per la bellezza della natura, per l’affetto e la bontà degli altri, per la salute rinvigorita, per il lavoro ritrovato, per la fede che dà forza e speranza nei momenti difficili: dovete ringraziare Dio sommamente che si sia degnato di mettervi nel numero di coloro che Lui vuole che si affatichino a governare e custodire simile suo tesoro. Grazia certamente grande e sorte inestimabile se la vorrete riconoscere (Ric. Prol. 12-13).

A tutti questi consigli, Angela ne aggiunge altri sul modo di pregare… dopo il “perché”, viene il “come” pregare.

B. Come pregare

Angela si trovava di fronte alle vergini e alle vedove, con la loro diversità sociale, economica, culturale, religiosa. Per rispondere ai bisogni di tutte, la Madre dà consigli semplici e concreti, ma anche principi fondamentali per la vita spirituale. Consideriamone i principali.
Nel settimo Ricordo, Angela chiede di pregare e far pregare per la Chiesa, perché Dio non abbandoni la sua Chiesa, ma la voglia riformare come a Lui piace, e come vede esser meglio per noi e più ad onore e gloria sua (Ric. 7, 24-26).

C. Preghiera di lode

Nel mezzo di questa preghiera, in cui Angela si riconosce tanto peccatrice, si riprende, esce da se stessa, e prega in una lode allegra: Per il tuo santo Nome, sia esso benedetto sopra l’arena del mare, sopra le gocce delle acque, sopra le moltitudine delle stelle (Reg. 5, 26). Così il suo sentimento di peccatrice non ha nascosto il suo amore per Dio e la sua creazione.

Conclusione : la preghiera dello Spirito Santo in noi

Il Maestro della preghiera è lo Santo Spirito. Tutti i “perché” e tutti i “come” della preghiera si cancellano di fronte a Lui. È Lui che Angela ha ascoltato, da Lui si è lasciata formare alla preghiera. La preghiera nei nostri cuori, che grida Abba, Padre, viene da Lui. La preghiera continua in noi viene da Lui. La preghiera che si manifesta nei consigli e ispirazioni che di continuo ci suscita nel cuore (Reg. 8, 24), viene de Lui. Il Santo Spirito è Colui la cui voce sentiremo tanto più chiaramente quanto più purificata e monda avremo la coscienza (Reg. 8, 15), dice Angela.

È Lui che ascolteremo adesso, in questo tempo di riflessione personale.

Domande

1° Fra tutti i mezzi a mia disposizione, quali mi aiutano di più a pregare?

2° C’è stato nella mia vita un momento in cui Dio si è rivelato a me, in cui ho preso maggiormente coscienza della sua presenza? C’è stato un avvenimento lieto o doloroso che ha cambiato qualche cosa nella mia vita e nella mia relazione con Dio?

3° Ogni giornata di 24 ore è formata da 1440 minuti. Dedico io alcuni di questi minuti a Dio ogni giorno?

Pregare con Sant’Angela


Marie Seynaeve, osu

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