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Nuovamente chiamate (Italiano)

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" Nuovamente chiamate da Gesu Cristo, per vivere insieme"

Il nostro Dio è un Dio che chiama. Cerca una relazione personale con ciascuna delle sue creature. E la sua chiamata, come il suo amore, è una chiamata eterna. Noi la riceviamo nel tempo, cioè, spezzettato nel concreto della nostra vita quotidiana. Si sviluppa in noi, nella misura della nostra apertura, della nostra disponibilità. Si, noi siamo chiamate, ciascuna personalmente, ogni giorno. Da un Dio che si china con amore sulla nostra piccolezza e debolezza. Noi siamo CHIAMATE : Io sono il Signore, Dio d’Israele, che ti chiamo per nome (Is.45,3).

Angela Merici da parte sua, ha viva coscienza di quest’appello personale : Essendogli piaciuto, nella sua infinita bontà, adoperare me come suo strumento… (Test. Prol. 6). Quest’appello, Angela Merici l’ha sentito per se stessa, ma anche per ciascuna di noi. Dio si è rivelato a noi, donandoci una grazia di luce : Dio vi ha concesso la grazia di separarvi dalle tenebre di questo misero mondo (Reg.Prol.4). Quest’appello è un dono della sua infinita bontà.
Come non essere meravigliati ?
Come non rispondere con una risposta di riconoscenza ?
Dovete ringraziarlo infinitamente che a voi specialmente abbia concesso un dono così singolare (Reg. Prol. 5). Bontà infinita cui deve rispondere un ringraziamento infinito.

Noi siamo CHIAMATE DA GESÙ CRISTO, come gli Apostoli, ai quali un giorno Gesù disse : Vieni e seguimi (Mc 10,21). Dio ha voluto rendersi presente tra noi attraverso suo Figlio. E’ con la sua voce che quest’appello si fa sentire, Lui, che hanno potuto “vedere, ascoltare, toccare” come dice S.Giovanni.

Angela Merici ha viva coscienza di colui che la chiama, di colui che ci chiama. Per Angela chi è Gesù ? Angela Merici è toccata in primo luogo dalla sua grandezza. Egli è Immortal figliolo dell’eterno Dio (4°Leg.12), il Re dei re e Signore dei signori (4° Leg.14) , l’Altissimo (Reg. Prol. 23). Ma anche, ci manifesta come rispondere al suo appello, quale sia la strada da seguire, poiché è [l’unica via al cielo (Reg. 4,4) ; la Verità (Reg.5,5) ; la Vita (Reg. 4,4) . Inoltre, Lui, che è amore, vuole stabilire con noi delle relazioni d’amore poiché egli è l’amatore mio anzi nostro ( Ric. 5.38) fino a voler essere nostro sposo (Reg.11, 35), ’il Salvatore (10° Leg.18). Egli agisce verso di noi con una tenerezza di padre e buon pastore (10° Leg.9). Infine egli è l’unico Tesoro (Ric.5, 43) al quale attaccarci…

Potremmo allora prendere qualche istante per domandarci :
Chi è Gesù per me ?
Quali sono le scelte concrete che faccio perché Lui sia veramente l’unico Tesoro nella mia vita ?


Nuovamente Chiamate :

Quest’appello noi lo riceviamo nuovamente, come Pietro, dopo la Resurrezione. Al primo appello, al bordo del lago di Galilea, Pietro aveva risposto con tutto l’ardore del suo cuore generoso. Ha lasciato dietro a lui senza esitare, la sua barca, i suoi pesci, i suoi compagni, suo padre. Con gran cuore ha seguito Gesù durante i successi in Galilea; al momento dell’opposizione, dapprima nascosta, poi aperta dei Farisei; quando la folla lo abbandona ed anche al momento del suo arresto. Ma durante il processo, Pietro è stato debole, ha avuto paura. L’ha rinnegato e per tre volte. Come reagirà Gesù? Sappiamo che il Risorto è apparso personalmente a Pietro, ed è al bordo del lago di Galilea che una nuova chiamata si fa sentire: Gesù disse a Pietro : Mi vuoi bene ? tre volte, poi Seguimi ! (Gv 21 : 17,22).

E’ cosi anche per noi. Ricordiamo lo slancio e la generosità della nostra prima risposta. In seguito, abbiamo vissuto degli anni, con le loro debolezze e le diverse forme di “rinnegamento” che sono state le nostre, ma anche con la nostra perseveranza a seguirlo, passo passo, giorno dopo giorno. Oggi ancora, Cristo ci domanda con insistenza : Mi vuoi bene ? allora Seguimi, così come sei, con il peso del tuo passato, ma anche con un amore purificato, rinnovato: Seguimi.

Qual è stata la disponibilità di Angela di fronte ai nuovi appelli del Signore ? Sono state numerose, varie, qualche volta inattese : E stato dapprima al Machetto, dove vedendo la sorella nella gioia del cielo si sente rafforzata nella vita di preghiera e di rinuncia. In seguito, è stato l’appello ad entrare nel terzo ordine, per seguire Cristo, come Francesco in una vita di preghiera e penitenza. Poi Brudazzo, con la misteriosa missione che il Signore le affida. Tanto tempo dopo, è stato l’invio a Brescia, per una vita tutta diversa da quella che aveva vissuto a Desenzano. Più tardi, durante un pellegrinaggio al Calvario, fu l’appello a condividere con altre la grazia di divenire Spose dell’Altissimo; poi, infine, quello della Fondazione definitiva.

Come per Angela Merici, quest’appello ha preso per noi forme nuove nel corso degli anni. Quest’appello, oggi ancora, il Signore lo rinnova e ci domanda di rispondervi ogni giorno. Angela ce ne indica il cammino: con ogni vostro potere… che cerchiate e vogliate tutti quei mezzi e quelle vie che sono necessarie per perseverare e progredire fino alla fine (Reg. Prol. 10). Ella ci indica qualcuno di questi mezzi e di queste vie che ci aiuteranno a dire il nostro “si” rinnovato al Signore. Primo di sottomettervi totalmente alla sua volontà (Test. Pr. 22) con una viva e salda fede. E’ l’atteggiamento di Maria nell’Annunciazione, quando risponde con tutto lo slancio del suo cuore, della sua fede, Mi sia fatto secondo la tua parola.
In seguito Angela ci propone questo atteggiamento di fede che consiste nel ricevere da lui ciò che dovete operare (Test. Prol. 23), qualunque sia il mezzo o la persona attraverso la quale questo arriverà, e a riceverlo per amor suo, e in questo, qualunque cosa accada (Test. Prol. 24). Cioè, con un “si” totale, espressione del nostro amore per lo sposo. Angela ci dice di perseverare costantemente fino alla fine (Test. Prol. 24) ; fedelmente e con allegrezza perseverate nell’opera incominciata (Ult. Leg. 22).
Infine, ci mette in guardia contro la diminuzione del nostro amore : Guardatevi dal perdere il fervore( Ult Leg. 23)

Alla presenza del Signore, possiamo domandargli e domandarci :
Quale è la mia disponibilità ciascuna volta che il Cristo mi chiama ?
La mia disponibilità alla chiamata di oggi ?


Chiamate per vivere insieme

San Marco raccontando la chiamata dei dodici Apostoli, precisa: Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli (Mc 3,14).. La prima conseguenza di questo appello è dunque di riunirli insieme attorno al Signore, per essere con Lui.
Effettivamente, noi vediamo come il racconto evangelico ci presenta il gruppo dei dodici in una relazione quotidiana con Lui.
Per Angela, è la stessa cosa, poiché dice, Volendo Iddio, con sua eterna deliberazione eleggere… molte donne, specialmente vergini, cioè questa nostra Compagnia (Test. Prol. 5). Il termine Compagnia, ha due etimologie possibili derivanti dal latino: cum pane, che condividono lo stesso pane, o compagine da compages, che unisce le parti in un tutto. I due significati evocano dunque una relazione.

Per Angela, questa chiamata include sempre una relazione, prima di tutto una relazione con Gesù Cristo : Voi state così elette ad esser vere e intatte spose del Figliol di Dio (Reg. Prol. 7). Essendo noi chiamate a tal gloria di vita, da essere spose del Figliolo di Dio (Reg. Prol. 17).

In seguito, quest’appello comprende una relazione con Angela stessa, poiché noi siamo le sue figlie. Nella sua bontà, mi ha eletta ad essere madre... di così nobile Compagnia, benché dal canto mio ne fossi indegnissima ; e, avendomi eletta, mi ha dato anche la grazia di poterle governare secondo la sua volontà (Ric.3,4-5). La nostra relazione con Angela comporta da parte nostra un’attitudine filiale, che ci porta a seguire il suo esempio e le sue direttive.

Infine, una relazione con le nostre sorelle : Dio vi ha concesso la grazia… di unirvi insieme a servire sua divina Maestà (Reg. Prol. 4) Noi sappiamo a che punto Angela insiste su questo insieme nei suoi scritti : che vogliano essere unite e concordi tutte insieme (Ric. 5, 20) ; siate concordi, unite insieme tutte d’un cuore e d’un volere (Ult. Ric. 1) ; stando voi tutte così insieme unite di cuore, sarete come una fortissima rocca (Ult. Ric. 15) ; insieme consultarvi (7° Leg. 2) ; insieme possano vedersi come care sorelle… ragionando insieme spiritualmente, possano rallegrarsi e consolarsi insieme, (8e Leg. 3-5).

Alla fine della giornata ci possiamo domandare :
Come considero ciascuna delle mie sorelle, elette, come lo sono io, per « stare con Lui » e «essere mandate» ?
In quale misura favorisco il « vivere insieme » nella comunità ?


Nel cuore del mondo la buona novella della speranza

Nel cuore del mondo :

Quanti significati diversi sono attribuiti a questa parola. Senso fisico, morale, sociale. Nella Scrittura troviamo il “ mondo” sotto molti aspetti negativi e positivi. Il primo è positivo: stupore davanti al mondo e alle sue meraviglie, create da Dio: Tu hai fondato il mondo (Ps 89, 12). E San Giovanni vede il mondo come oggetto dell’amore di Dio: Dio ha tanto amato il mondo, da dare il suo Figlio unigenito (Gn 3,16).

Che cosa dice Angela Merici ? Ella percepisce il mondo con tutte le sue ambiguità. Soprattutto Angela guarda il mondo con gli occhi della fede. Dopo aver vissuto gran parte della sua vita in campagna, è sensibile al mondo della creazione e alla sua bellezza. Nella sua preghiera ella evoca la benedizione di Dio che scende sulla sua opera sia esso benedetto sopra la rena del mare, sopra le gocce delle acque, sopra la moltitudine delle stelle (Reg. 5, 26). Angela ha conosciuto la bellezza delle piante e delle strade fiorite (Reg. Prol.27).

Questo mondo è abitato. In primo luogo c’è il mondo dei suoi cari per i quali essa prega: mio padre e mia madre, miei parenti ed amici (Reg. 5,24) Angela vede anche intorno ad essa il mondo delle persone sante (Reg. 4,3); suoi eletti, ben disposti (Reg. 4, 16). Angela ha anche profonda coscienza del mondo del suo tempo, il mondo sofferente, tormentato dalla sofferenza e dal male: questo mondo miserabile e traditore, nel quale non vi è mai né riposo né alcuna vera soddisfazione, ma solamente vi sono o sogni vani, o aspri travagli, e ogni cosa infelice e meschina (Ric. 5:4-5). Traditore perché promette molto, ma non mantiene le sue promesse; senza riposo con aspri travagli poiché le piccole domestiche che facevano parte della Compagnia, in un’epoca in cui le leggi sociali non esistevano, conoscono bene il peso di lunghe ore di lavoro. Un mondo pieno di sogni vani e di speranze che non si realizzeranno mai, finché il cuore dell’uomo non si converte.
Angela percepisce anche il mondo ignorante e peccatore, il mondo di quelle misere creature che non ti conoscono, né si curano di essere partecipi ai meriti della tua sacratissima passione (Reg. 5 :31-32). Un mondo disequilibrato che ha perso il senso dei valori come lo mostrano con evidenza la sensualità che sembrano signoreggiare nel mondo (Reg. 4, 10), e tante dissolutezze che sono commesse dai cristiani (Reg. 4, 11).
Questo è lo sguardo di Angela sul mondo, uno sguardo che abbraccia la totalità, ma anche uno sguardo di fede, poiché questo mondo con tutte le sue ambiguità è amato da Dio, lavorato dal seme del Vangelo di Cristo e dall’azione dello Spirito. Allora chiediamoci a nostra volta :

Qual è il mio sguardo sul mondo, sul nostro mondo di oggi ?


La buona novella della speranza :

Il nostro sguardo di fede sul mondo ci spinge a essere portatori di una Buona Novella, a essere annunciatrici di speranza alla quale siamo chiamate per la venuta di Cristo. I primi cristiani vivevano in un mondo disequilibrato, molto simile al nostro, sotto molti aspetti. Il loro genere di vita, la loro fiducia nell’avvenire, la loro gioiosa serenità suscitavano domande al loro vicinato pagano. E’ per loro che S.Pietro scrive: Siate pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi (1° Pietro 3,15).

Angela Merici vede attorno a se molta speranza posta sui beni accumulati, sulla ricerca di raffinatezza e abbondanza nei cibi e nella golosità, sui tanti aiuti sollecitati nei parenti e negli amici, tanta fiducia posta in se stessa, in alcuna sua risorsa e sapere (cf. R 10, 9-12), che vede un appello particolare allo spogliamento in favore di Dio solo e la sua Provvidenza (R 10, 13). Per questo esorta le sue figlie : Mettano la loro speranza e il loro amore nel solo Iddio (Ric. 5 22).

Prima di tutto speranza in Dio . Angela Merci ci dice :
Abbiate speranza e ferma fede in Dio : lui vi aiuterà in ogni cosa (Ric.Prol. 15), Lui, che non vuole se non il solo bene e gaudio vostro (Reg. 10,18). Mai saranno abbandonate nelle loro necessità. Dio provvederà loro mirabilmente (Ric. 5,31). Angela è realista, tuttavia, poiché le difficoltà quotidiane rischiano di oscurare questa speranza, ella afferma : Anche se, alle volte, avranno qualche tribolazione o affanno, tuttavia passeranno presto e si volgeranno in allegrezza e gaudio. E poi, il patire di questo mondo è un niente di fronte a quei beni che ci sono in paradiso (Ric. 5, 29-30).
La speranza di Angela Merici è dunque una speranza teologale, fondata sulle promesse di Dio stesso, sull’avvenire felice che ci attende: Darete loro questo buona notizia che io annuncio loro da parte di Gesù Cristo e della Madonna : quanto hanno da rallegrarsi e far festa perché in cielo a tutte, una per una, è preparata una nuova corona di gloria e d’allegrezza, purché stiano ferme e salde nel loro proposito… E su questo non abbiano nessun dubbio (Ric.5 : 24-26,28).

Speranza nelle nostre sorelle : Poiché elle fonda la sua speranza nella grande potenza di Dio, Angela Merici vede le sue sorelle capaci di progredire con il suo aiuto. Ella riconosce che gli inizi possono essere difficili, ma che il Signore ci aiuta continuamente ad avvicinarci a Lui. Per questo ci avverte : Come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor conto non siano per diventare le più generose e le più gradite alla sua Maestà (Ric. 8,3) ? Dio sa bene che cosa ne vuol fare, lui, che (come dice la Scrittura) dalle pietre può cavare dei figlioli celesti (Ric. 8, 5-6). Spesso quando incontriamo sorelle che avevamo conosciuto nel passato, siamo meravigliate dalla verità di questa frase, e di tutto ciò che il Signore ha compiuto in esse.

Ma Angela non si ferma a questo. Angela ci invita ad essere a nostra volta per le nostre sorelle e per tutti, seminatrici di speranza : Si vedrete una pusillanime e timida, e inclinata alla disperazione, confortatela, fatele animo, promettete-le del bene dalla misericordia di Dio, allargatele il cuore con ogni consolazione (Ric. 2,8).

Speranza nell’avvenire : Sopratutto, malgrado tutti i disastri, le guerre, le ingiustizie e le violenze del suo secolo, Angela non perde la speranza nell’avvenire, perché anche lui è nelle mani di Dio ; Lasciate fare a Dio, il quale farà cose mirabili a suo tempo e quando gli piacerà (Ric. 8,9). E le sue figlie, nonostante le esitazioni e le perplessità di un mondo in cambiamento, come lo è il nostro, Angela le rassicura, dicendo loro, Senza dubbio Gesù Cristo sarà in mezzo a voi e vi illuminerà e vi istruirà come vero e buon maestro su ciò che dovete fare (Ult. Leg. 5). Soprattutto, assicura che questa piccola pianta che è la Compagnia ai suoi inizi, questa piccola pianta, contestata e qualche volta incompresa dai suoi contemporanee, questa piccola pianta perdurerà, perché è nelle mani di colui che l’ha piantata, Lui non abbandonerà mai questa Compagnia fin che il mondo durerà (Ult. Leg 7).

Chiediamoci allora qual è la speranza che noi portiamo nel fondo cuore :
Quale è il mio sguardo di speranza su questo mondo ?
sulle mie sorelle ?
sull’avvenire ?


La buona novella della riconciliazione e della solidarietà

La buona novella della riconciliazione

Se le parole di « riconciliazione » e « solidarietà » non esistono negli scritti di S. Angela Merici, tutte la sua opera è marcata da una magnifica orientazione verso l’armonia e la pace in se stessa e attorno ad essa, e attraverso i suoi sforzi vigorosi ed efficaci per contribuire alla loro realizzazione. La sua fede la porta a vivere effettivamente le belle parole di S.Paolo: Dio ci ha riconciliati con sè mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione (2 Cor 5,18). Il dono della riconciliazione, portato al mondo da Cristo nei trenta tre anni che Gesù Cristo visse in questo mondo per amor nostro (R 5, 12), Angela l’ha vissuto intensamente e ha voluto condividerlo con coloro che le stavano vicino.

La riconciliazione che Dio vuole portare al suo essere di debolezza, Angela l’ha prima chiesto con umiltà per se stessa :
Rendi sicuri i miei affetti e i miei sensi, così che non deviano né à destra né a sinistra, né mi distolgano dal luminosissimo tuo volto (Reg. 5, 18-19). Angela Merici riconosce che il solo amore del Signore può purificare le tendenze cattive che ella sente : Ti prego : degnati di ricevere questo mi cuore vilissimo ed impuro, e di bruciare ogni suo affetto e ogni sua passione nell’ardente fornace del tuo divino amore (Reg. 5, 36-37).

Con amore, esprime il suo dolore per il passato : Degnati, o benignissimo Signore, di perdonarmi tante offese e ogni mio fallo (Reg. 5,23). Domanda perdono anche per le sue lentezze e le sue resistenze: Mi dolgo d’esser stata tanto lenta ad incominciare a servire la tua divina Maestà (Reg. 5,27). E domanda con insistenza la forza e la grazia di emendarsi : Sono dunque costretta, giorno e notte,… a gridare verso i cieli, chiedendo misericordia e il tempo per fare penitenza (Reg. 5, 22). Sa come il Sacramento della Riconciliazione gli è necessario, essendo la necessaria medicina delle piaghe nostre (Reg.7,1).

Quindi noi vediamo Sant’Angela Merici riconciliata con se stessa, con il suo stato di peccatrice , che ci tocca, noi tutte, in quanto esseri umani. Nello stesso tempo riconosce i dono che Dio gli ha fatto per realizzare la sua opera. Sono doni di organizzazione, di governo, di previdenza, di direzione spirituale, d’incoraggiamento: Essendogli piaciuto, nella sua infinita bontà, adoperare me come suo strumento per una tale e tanta sua opera, benché io, dal canto mio, fossi insufficientissima ed inutilissima serva, mi ha anche dato e concesso, secondo la sua solita bontà, tale grazia e tal dono da poterle governare secondo la sua volontà, e da provvedere alle loro necessità e bisogni, specialmente a quelle che sono pertinenti a dirigerle e a sostenerle nella vita alla quale sono state elette (Test Prol 6-9).

Il « ministero di riconciliazione » di cui parla S.Paolo, Angela Merici lo affida alle sue figlie. A loro chiede in primo luogo di osare esprimere il loro rincrescimento per le loro mancanze, perché sono un attentato all’amore : Consigliamo di chieder perdono… per conservare la carità (Reg. 8, 12). Sopratutto, Angela domanda loro di vivere una riconciliazione efficace fatta di sostegno reciproco, di stima e di aiuto: State legate l’una all’altra col legame della carità, apprezzandovi, aiutandovi, sopportandovi in Gesù Cristo, perché, se vi sforzerete di essere così, senza dubbio il Signore Dio sarà in mezzo a voi (Ult. Ric. 2-3).

Qual è la misura della mia riconciliazione… con Dio?
Con me stessa ?
Con gli altri ?


La buona novella della solidarietà

Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme ;
e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui
(I°Cor. 12, 26).

Sant’Angela ci esprime la sua solidarietà sempre attuale, assicurandoci del suo aiuto e della sua presenza : Adesso più le vedo e le conosco, e più le posso e le voglio aiutare, e sono continuamente fra loro con l’Amatore mio, anzi nostro (Ric. 5, 36-38).

Questa solidarietà nell’aldilà è stata preceduta da un vivo sentimento di solidarietà sulla terra, che traspare da tutti gli scritti di Angela Merici. In primo luogo essa si sente solidale con il mondo dei peccatori, domandando perdono al Signore per se stessa e per loro. Essa sarà pronta a dare la sua vita, per venire in loro aiuto : Volentieri… darei io stessa il mio sangue per aprire la cecità delle loro menti (Reg. 5, 34).

Soprattutto, Angela vuole essere solidale con le sue sorelle, promettendo loro di continuare ad aiutarle anche dopo la sua morte: Io sempre sarò in mezzo a voi, aiutando le vostre preghiere (Ult. Ric. 20). Domanda alle colonnelle di esprimere questa solidarietà effettiva in suo nome; si può vedere il ritratto di ciò che lei stessa faceva: Vogliate spesso, seconde che avrete tempo e possibilità, specialmente nei giorni di festa, andare a trovare le vostre care figlie e sorelle ; e salutarle, vedere come stanno, confortarle, animarle a perseverare nella vita intrapresa… Quando le visiterete, io vi do l’incarico di salutarle e stringere loro la mano anche da parte mia. Notiamo in particolare, la sua sollecitudine per le più deboli : Abbondate nelle promesse… specialmente a quelle che vedrete sconsolate, dubbiose e timide (Ric. 5 1,2,19,40).

  • Per ciò che riguarda la solidarietà con le persone che l’avvicinano, Agostino Gallo ci abbozza un quadro sintetico (Angela Merici) fu sempre di gran giovamento a moltissime persone, poiché si consigliavano con lei… oltre che non mancavano mai (occasioni) a fare delle paci… consigliando, e consolando ciascuno quanto più poteva. “Aiutare, pacificare, consigliare, consolare”- questi verbi denotano come Angela era attenta a tutte le forme di sofferenza. Non ci dobbiamo stupire, allora, che ci doni, nella sua Regola, delle norme che dimostrano la sua solidarietà nei confronti delle sue sorelle che sono nel bisogno :
  • Quella che è vittima d’ingiustizia e non riceve il suo salario : Se accadesse che qualche sorella, essendo orfana, non riuscisse ad avere la sua parte, oppure, essendo governante o domestica o altro, non potesse ottenere il proprio salario… allora i quattro uomini, vogliano incaricarsene (Reg.11:15-16,19).
  • Quelle che sono anziane o malate. Non era ancora il caso nella nascente Compagnia, ma Angela aveva previsto il caso : Se ce ne fossero di così anziane che non potessero mantenersi da sole, allora, siano aiutate e servite ; se qualcuna delle sorelle sarà inferma, quella sia visitata, e aiutata, e servita, e di giorno e di notte se necessario (Reg. 11, 29-30).
  • Quella che cerca lavoro, affinché sia collocata là dove possa trovarsi bene e mantenersi onesta (Reg. 11, 28). Questa responsabilità, affidata a quelle che sono al Governo della Compagnia mostra la preoccupazione di Angela per il ben essere delle sue figlie, che ella vuole felici e operanti in un clima favorevole. Si trattava di una specie d’agenzia di collocamento.
  • Quelle che sono isolate : sia presa in affitto per loro una casa…; se, invece, rimasta una sola, allora qualcuna delle altre la voglia accogliere in casa sua. (Reg. 11, 25-26) E Angela prevede anche una sovvenzione a quelle che accolgono presso di loro una sorella, al fine di non gravare sul loro modesto bilancio.

Non abbiamo un testo che ci indichi la sua sollecitudine speciale per i poveri, ma noi possiamo vedere diversi casi in cui si solidarizza con i suoi vicini. Condivide la sorte dei rifugiati, in fuga verso Cremona, i disagi e i pericoli del viaggio in Terra Santa, specialmente allorché il gruppo dovette arrestarsi più giorni per sfuggire alle bande armate mussulmane. Gallo ci dice che ella sopportò con pazienza il freddo, il calore estremo, e la fame, poiché la città di Brescia conobbe periodi di vera fame quando la regione subii inondazioni e la perdita dei raccolti. Sappiamo che Angela condivise volentieri la sorte dei poveri dormendo come loro su una stuoia o su una sedia, nutrendosi come loro, di legumi e di pesce, raramente di carne o di pane.

Per finire, bisogna ricordare la solidarietà nella gioia. Angela non ci ha domandato di rallegrarci insieme?(T 8,4-5) Rallegriamoci della fedeltà delle nostre sorelle alla luce dello Spirito Santo, secondo i tempi e le situazioni ( Ult. Leg 14). Rallegriamoci per ciò che noi, vivendo insieme come si richiede alle vere spose dell’Altissimo…non solo supereremo facilmente tutti i pericoli e le avversità, ma li vinceremo con grande gloria e gaudio nostro (cf.R.Pr 23,25). Rallegriamoci, perché senza dubbia Angela sarà sempre in mezzo a noi, aiutando le nostre preghiere ( cf.Ult.Leg 20.22). Rallegriamoci, perché ci ritroveremo nelle feste allegre e nuove del cielo ( Ric 5.3). E condividiamo la nostra gioia : Che nel nostro comportamento col prossimo noi sappiamo essere lieti e sempre piene di carità, e di fede, e di speranza in Dio ( cfr. Reg, 9, 11,12).

Noi possiamo allora interrogarci sulla nostra solidarietà :
Quale è la mia solidarietà concreta con quelli che soffrono, con quelli che sono nella gioia ?

Nuovamente chiamat


Suor Marie Seynaeve
Orsoline dell’Unione Romana

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