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Docilità allo Santo Spirito e discernimento (italiano)

Docilità allo Spirito e discernimento
nella vita di Sant’Angela Merici

Sant’Angela Merici ha sempre insegnato ciò che lei stessa ha intensamente vissuto. Se nei suoi scritti ha dato uno spazio considerevole allo Spirito Santo, è proprio perché si è lasciata guidare e trasformare dalla sua azione. Secondo il Bellintani, direttore spirituale molto conosciuto a Brescia, la luce che irradiava aveva la sua sorgente nella forza interiore che le donava lo Spirito. Durante tutta la sua vita, e specialmente nei consigli contenuti nei suoi scritti, questa forza le ha permesso di discernere come obbedire allo Spirito Santo.
In questo incontro considereremo due momenti :

- la docilità di Sant’Angela Merici allo Spirito Santo
- il discernimento spirituale che ne deriva.

Anche se il Beato Mattia Bellintani non è tra i migliori biografi di Sant’Angela Merici, tuttavia la sua penetrazione della vita spirituale, gli ha permesso, forse meglio di altri, di cogliere la ricchezza della vita interiore di Sant’Angela Merici. Secondo lui, e in ciò i primi biografi di Sant’Angela Merici ci danno unanime testimonianza, Angela fu donna di grande preghiera. Il merito del Bellintani consiste nell’avercene dato i motivi.

Il primo consiste nella sua docilità allo Spirito Santo :
Bellintani scrive che ai tempi di Sant’Angela Merici c’erano pochissime persone capaci di insegnare le vie dell’orazione. Con la sua interiore unzione, lo Spirito Santo ha guidato Sant’Angela Merici. (Bellintani, ms. Queriniana ch. 7, f. 8v). Lo Spirito Santo ha fatto germogliare in lei il gusto e il bisogno della preghiera, una preghiera più intensa quanto più ella si abbandonava liberamente alla sua azione. (Ibidem. f. 8r). È perciò interessante considerare qualche esempio concreto in cui Angela manifesta questa interiore docilità.

I. Docilità allo Spirito Santo in Sant’Angela Merici

L’esempio della sua vita :

- L’azione dello Spirito Santo nella vita di Sant’Angela Merici si vede fin dalla sua infanzia e spiega la sua attrazione alla preghiera e alla rinuncia fin dai cinque o sei anni, confida lei stessa ad Antonio Romano.

- Quando era a Salò, secondo Agostino Gallo, i motivi che l’hanno spinta ad entrare nel Terz’Ordine Francescano furono acciocché avesse più comodità, dell’andare alle messe, alli confessioni et alli comunioni, poiché allora non si concedeva il comunicarsi spesso alle persone laice (Processo Nazari, Agostino Gallo, 942 r).

- Cosciente che Dio l’aveva scelta per una missione, la fondazione della Compagnia, Sant’Angela Merici la prepara con una lunga attesa perché non vuole agire da se stessa, ma solo lasciandosi guidare dallo Spirito Creatore.

- È convinta che lo Spirito parla per mezzo degli avvenimenti. Così non si dimostra legata a un luogo più che a un altro e passa senza preoccupazione da un ambiente rurale a quello cittadino, da una casa patrizia (quella di Caterina Patendola) a quella di un commerciante (A. Romano) e in seguito di un uomo colto (A. Gallo).

- Divenuta cieca durante il suo pellegrinaggio a Gerusalemme, lo Spirito « che ricorda tutto ciò che Cristo ha detto » le fa vivere interiormente i misteri di Gesù durante la sua vita terrena.

- Quanto all’apostolato Sant’Angela Merici ha ricevuto dallo Spirito doni straordinari. Comprende la Parola di Dio ; la commenta con chiarezza ed efficacia; ha il carisma di toccare i cuori e guidarli sulla via della perfezione, anche alla conversione ; è une guida spirituale d’eccezione per i suoi contemporanei.

- Componendo la Regola, consulta le sue sorelle, sicura che lo Spirito parla anche per loro mezzo (Cozzano, Dichiarazione della Bolla, (974 r).

I frutti dello Spirito

Secondo S. Paolo i frutti dello Spirito sono "amore, gioia, pace, pazienza, bontà, benevolenza, fede, dolcezza, dominio di sé" . (Gal. 5. 22) Come questi segni che rendono autentico l’azione dello Spirito, sono presenti nella vita di Sant’Angela Merici ?

  • Amore : Cozzano dice che il suo amore abbracciava il cielo e l’inferno ossia i santi e i peccatori. Questi ultimi avevano diritto a maggior attenzione e delicatezza, aggiunge, perché Sant’Angela Merici, in ogni incontro, cercava di aiutarli a migliorarsi, a far qualche bene, o far manco male (Cozzano, Dichiarazione della Bolla 974 v). Era la pedagogia dei piccoli passi, la capacità di conformarsi alla persona secondo le sue possibilità e i suoi bisogni.
  • Gioia : I contemporanei di Sant’Angela Merici hanno visto in lei una donna gioiosa, allegra. In quell’epoca buia e di tristezza, la gioia di Angela li colpiva. Possiamo costatarlo : spesso nei suoi scritti, quando parla della gioia, dell’allegria, della beatitudine. Leggendo con attenzione questi testi vediamo che non si tratta soltanto della gioia dell’eternità, ma anche della gioia di quaggiù in cui le strade sassose diverranno piane e fiorite. (Cf. Regola, Prol. 27).
  • Pace : Sant’Angela Merici irradiava tranquillità e pace. Sotto la guida delle Spirito, come non avrebbe potuto donare a coloro che incontrava quella pace che lei stessa irradiava ? La vediamo sollecita per mantenere e promuovere la pace dello spirito, la pace nella società, la pace economica, e di relazione. Il numero crescente di visitatori che andavano da lei a cercare la pace della loro anima e del loro ambiente familiare, illumina il suo ruolo di artigiana di pace nel tempestoso Rinascimento.
  • Pazienza : Sant’Angela Merici ha aspettato quarant’anni prima di sentire che il momento di procedere a fondare la Compagnia era venuto. Possiamo ripensare ai lunghi anni di vita nascosta, orante e laboriosa a Desenzano dove nulla di particolare accade, ma nei quali la chiamata di Dio matura nel silenzio e nell’abbandono. Nella stessa Brescia, luogo che secondo alcuni biografi le era stato indicato per la futura fondazione, Angela si lascia condurre dagli avvenimenti, dalle persone che avvicina. In ogni evento vede le manifestazioni delle Spirito che gradatamente la prepara a compiere la sua opera.
  • Bontà : La bontà di Sant’Angela Merici era così evidente che all’appellativo di “sorella” i suoi contemporanei avevano aggiunto quello di “Madre”, la “Madre Suor Angela”. Esprime e incoraggia nei suoi scritti a vivere una maternità affettuosa, discreta, rispettosa della persona, sollecita dell’altrui progresso e di affermarne la personalità. Sempre o quasi, Angela incoraggia, esorta; voglia, dice spesso esprimendo una direttiva.
  • Benevolenza : Alcune riflessioni nei suoi scritti rivelano la sua inclinazione a vedere o a sperare ciò che è positive nelle persone :
    Come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor conto, non saranno un giorno le più generose e le più gradite alla sua maestà ? (Ric. 8, 3)
    Quella che è legata a delle sciocchezze, una volta libera da esse, non potrebbe divenire così generosa da compiere gesti più difficili ? Anche quella che si è ostinatamente rifiutata di obbedire dopo più richiami, non potrebbe pentirsi, chiedere perdono ai suoi superiori e cominciare una vita di fedeltà nella Compagnia ?
  • Fede : Landini ha potuto dire che se anche la fede fosse sparita dalla faccia della terra, si sarebbe ritrovata completa in Sant’Angela Merici. Aveva une fede forte, incrollabile, fatta di fiducia senza limiti nella chiamata di Dio; una fede che l’ha guidata in ogni tappa della sua vita sconvolta da cambiamenti improvvisi : une fede nuda fondata in Dio solo e non sulle sue capacità e doni, né sugli amici, né sulla sua famiglia, né su alcuna persona.
  • Dolcezza : Il sostantivo" piacevolezza" attribuito a S. Angela esprime molto la dolcezza con cui trattava le persone che andavano da lei. Tuttavia, in base a quanto dicono i suoi primi biografi, questa dolcezza non si è manifestata all’improvviso. Sant’Angela Merici ha dovuto conquistarla. Chizzola, alla fine della vita di Angela, ha potuto dire che in lei non si vedeva nessuna manifestazione di collera o di invidia.
  • Dominio di sé : Ciò che S. Paolo denomina dominio di sé coincide con una perfetta docilità allo Spirito Santo. Veramente Angela è vissuta dello Spirito, si è lasciata condurre senza alcuna resistenza dalle ispirazioni della Spirito Santo. Cinque anni prima della sua morte, mentre redigeva la Regola, pregava così il Signore : rendi sicuri i miei affetti e i miei sensi, così che non deviano né a destra né a sinistra (Regola 5, 18). Aveva offerto al Signore gli impulsi del suo cuore che avrebbero potuto allontanarla da Lui e dalla sua volontà. Era questa la preghiera di un’anima povera, umile, staccata da se stessa. Sì lo spirito Santo aveva riempito i suo cuore e acceso in lei il fuoco del suo amore.

La forza di Sant’Angela Merici consisteva nell’obbedire ai consigli e alle ispirazioni che di continuo ci suscita nel cuore lo Spirito Santo (Regola 8, 14). Non cercando null’altro, in verità poteva obbedire a ogni creatura per amore di Dio, (Reg. 8, 17), perché gli impulsi dello Spirito e non i suoi la spingevano ad agire.

Questi pochi esempi bastano per mostrarci quanto Sant’Angela Merici fosse veramente abbandonata allo Spirito Santo durante tutta la sua vita. Non c’è da stupirsi allora se troviamo nei suoi scritti un insegnamento sul modo di accogliere e di vivere, noi pure, guidate dalle ispirazioni dello Spirito Santo.

II. Insegnamento di Sant’Angela Merici sulla docilità allo Spirito Santo

Gli scritti di Sant’Angela ce la rivelano come animatrice di una fede sicura, e robusta, fondata sulla forza che dona lo Spirito. Vedremo qualche suo insegnamento sull’azione dello Spirito nella nostra vita :

- Egli si comunica a coloro che pregano,
- Egli opera nella misura con cui incontra accoglienza e docilità,
- Egli ci guida costantemente.
- Egli guida la Chiesa.

- a. Egli si comunica a coloro che pregano. Sant’Angela Merici lo ricorda soprattutto nella novena fra l’Ascensione e la Pentecoste, perché Egli invada i suoi eletti, quelli che ha scelto, a condizione che siano ben disposti (cf. Reg. 4, 15-16). Bisogna pregarlo almeno sette volte al giorno (le ore canoniche del Piccolo Ufficio), per metterci sotto la sua azione, chiedergli i suoi doni. Bisogna pregare tanto quanto ce lo dirà come e quanto lo Spirito e la coscienza detteranno (Reg. 6, 7), la coscienza, ossia i doveri del nostro stato di vita.

- b. Egli opera nella misura con cui incontra accoglienza e docilità. Conosciamo questo brano che fa parte della spiritualità di tutte le Orsoline :
Obbedire ai consigli e alle ispirazioni che di continuo ci suscita nel cuore lo Spirito Santi ; la cui voce sentiremo tanto più chiaramente quanto più purificata e monda avremo la coscienza. Lo Spirito Santo, infatti, è colui che (come dice Gesù Cristo) insegna a noi ogni verità (Reg. 8, 14-16).

Sant’Angela insegna che tutta la vita è guidata dall’azione dello Spirito : « di continuo », dice. Egli consiglia e ci ispira continuamente. La vita spirituale è assimilata a una dipendenza continua e totale, dipendenza che può essere vissuta solo nella misura in cui l’anima, purificata dal peccato, è capace di percepire questa azione segreta.
Rileviamo che nella Regola (Cap. 8, passim), l’obbedienza allo Spirito non è situata all’inizio delle obbedienze citate da Sant’Angela Merici. Essa si trova alla fine, perché suppone innanzi tutto che l’anima sia purificata dall’obbedienza alle autorità naturali e spirituali.

Potremmo paragonare l’azione dello Spirito all’energia atomica. Qualche tempo fa si sognava di utilizzare l’energia atomica come combustibile per le automobili. Il contenuto di un ditale sarebbe bastato ad alimentare l’automobile per molti anni. Ma il problema consisteva nell’inventare un rivestimento di piombo adeguato, perché questa energia fosse innocua. Il peso di una tale massa ha fatto svanire il sogno. A volte mettiamo muri di piombo all’azione dello Spirito Santo. Essi devono essere assottigliati, ridotti, affinché le sue ispirazioni giungano a noi, siano abbastanza ascoltate e possano condurci a seguirlo.

Quando facevo parte della Comunità del Generalato, qualche anni fa, in occasione di grandi riunioni ciascuna di noi era chiamata a donare tutte le sue energie per favorire lo svolgimento degli incontri. Quando eravamo molte, se la camera era grande, si doveva accogliere nella propria camera la segretaria di un’altra Provincia. Una volta, dopo alcuni giorni di riunioni vidi una della mie sorelle molto stanca. La chiesi che cosa non funzionasse. Mi rispose :

“Non dormo abbastanza”. “E perché? Ha troppo lavoro ?” “No, non è questione di lavoro, dipende dalla segretaria che condivide la camera con me”. “Russa di notte?” “Non, non dipende da questo. Io ho bisogno di dormire al mattino, ma lei fa squillare la sveglia alle quattro. Mi sveglio e poi non posso più riaddormentarmi”. “Ma, le ha chiesto di alzarsi più tardi?” “Sì, ma mi ha detto che non era possibile, perché lo Spirito Santo le chiedeva di incominciare a pregare alle quattro di mattina !”
Conclusione : si è dovuto cambiare la camera alla segretaria !

Sant’Angela Merici raccomanda l’obbedienza alo Spirito Santo sopra tutto. Come scrive il Barsotti, l’obbedienza a chi comanda o dirige potrebbe essere puramente formale, potrebbe mancare d’amore e di libertà interiore, se manca simultaneamente l’obbedienza allo Spirito Santo che muove interiormente l’anima. Sant’Angela Merici, contemporaneamente, ci invita all’obbedienza, all’autorità esterna e alla docilità all’azione dello Spirito. Nel cuore dell’uomo Angela non mette contrasto tra lo Spirito che parla interiormente e l’autorità che comanda all’esterno. Non c’è che un solo Spirito che guida interiormente ciascuno ed è lo stesso Spirito che guida le nostre sorelle e i nostri superiori.

Come conciliare ciò che lo Spirito ci chiede interiormente con ciò che Egli sembra richiederci mediante gli avvenimenti e le persone ? È questo il grande dilemma che spesso dobbiamo affrontare. Come conciliare ad esempio il nostro bisogno di preghiera, di intimità con il Signore, e i molti appelli alle attività che continuamente ci sollecitano ?

Sant’Angela Merici risponde al dilemma, che spesso percepiamo, tra l’inspirazione dello Spirito e le sollecitazioni esterne : In un’ anima distaccata da se stessa, la docilità allo Spirito aiuta a discernere la volontà del Padre.

Che accade dell’obbedienza ai Superiori quando ciò che ci chiedono sembra opporsi all’azione dello Spirito in noi ? Quando ci sembra che le nostre ispirazioni non concordino con la volontà dei superiori o almeno con ciò che a noi sembra una inerzia dell’Autorità ? Sant’Angela aveva previsto che le matrone avrebbero potuto essere di ostacolo. Obbedire allo Spirito non significa certo disobbedire, ma presentare le nostre iniziative, aiutare i Superiori ad essere più attenti a questo o a quell’aspetto di una situazione, a impegnarsi di più in una o in un’atra direzione. Sant’Angela offre preziosi consigli quando ci troviamo di fronte a un tale dilemma. Leggiamo il 3° Avviso. Ci chiede di obbedire non seguendo il nostro giudizio (v. 2), per elevarci a un livello di fede : obbedendo a loro, obbedirete a me ; obbedendo a me, obbedirete a Gesù Cristo (v. 3). Ci incoraggia ad esprimere le nostre obiezioni, le nostre difficoltà, ma aggiunge fatelo con tatto e con rispetto (v. 6). E se non vorranno acconsentire, portate pazienza (v. 7). Questo invito alla pazienza è spesso reciproco : la Superiora che non riesce ad ottenere in concreto il cambiamento desiderato, la suora, la quale aspetta che lo Spirito agisca. Per sei anni, in una comunità, ho cercato di fare alcuni cambiamenti senza risultati apparenti. Ma le idee erano germogliate, perché la Priora seguente al mio mandato riuscì a realizzarle.

L’importante consiste nel rimanere in un’attitudine d’amore. È cosa giusta amare le madri se sono buone, e sopportarle se sono strane (v. 8). E perché le sorelle che ci circondano possano rimanere in codesta attitudine, Sant’Angela Merici aggiunge, guardatevi assolutamente dal lamentarvi, dal mormorare e dal dir male di loro ; né con gli estranei, né con le vostre figliole (v. 11). E ancora, affinché ciò che noi pensiamo di dire sia nell’amore, dice : Ad ogni modo, se avrete in cuore qualcosa che vi dispiaccia in loro, a ragione e senza scrupolo ne potrete parlare in segreto con qualche persona buona e fedele sotto ogni aspetto (v. 13) fedele al Signore e anche all’obbedienza.

- c. Lo Spirito Santo è colui che ci dirige.
Egli ci ammaestra : Lo Spirito Santo, infatti è colui che (come dice Gesù Cristo) insegna a noi ogni verità (R 8, 16). Egli ci aiuterà a vedere lontano, molto lontano, dirigendo tutto al bene e al profitto spirituale delle vostre figlioline, sia per incitare e muovere quelle che già ci sono ad un maggior amore e impegno a fare bene, come per attirarne ancore delle altre (Leg. 9, 8-10)

Lo Spirito ci consola e ci dona la sua forza : La fortezza e il vero conforto dello Spirito Santo siano in tutte voi (Ric. Prol. 3). Ma anche, con delicatezza, ci ricorda la grande discrezione di Dio che dimostra, invita e consiglia (Leg. 3, 11)

Lo Spirito Santo è colui che ci inspira a cercare sempre Dio, in ogni situazione e ci conserva nella fedeltà : Se farete fedelmente queste ed altre simili cose, come vi detterà lo Spirito Santo secondi i tempi e le situazioni, rallegratevi, state di buona voglia (Ult. Leg. 14).

È Lui che ci ispira a cambiare qualcosa nella nostra vita personale o nella nostra attività, Lui che ispira le nostre decisioni : Fate in modo di riunirvi tutte con le colonnelle, e così insieme consultarvi e fare un buon esame sul governo...e provvedere ad ogni cosa, secondo che lo Spirito Santo vi ispirerà (Leg. 7, 1,2,3,7).

Ed è ancora Lui che ispira su come usare le nostre entrate per il bene spirituale e materiale : Quella entrata che avrete, dispensatela in bene e in aumento della Compagnia, secondo che la discrezione e l’amor materno vi detteranno... Fate voi solamente fra voi, secondo che la carità e lo spîrito Santo vi illumineranno e detteranno (Leg. 9, 4, 6-7).

- d. Lo Spirito Santo è colui che guida la Chiesa.
Come si armonizza l’obbedienza alla Chiesa e allo Spirito Santo ? Secondo Barsotti, esprimere rispettosamente ciò che lo Spirito suggerisce nel cuore è proprio del carisma della sposa. Ma riconoscere il tempo favorevole per lo sviluppo di questa ispirazione dello Spirito, ciò è proprio dell’autorità carismatica nella Chiesa. La storia è ricca di esempi in cui, sotto l’azione dello Spirito, alcune persone hanno parlato troppo presto e non sono state ascoltate. Ci voleva del tempo per far germogliare le loro proposte. Riconoscere il tempo favorevole appartiene al carisma dell’autorità.

L’armonia dell’azione segreta dello Spirito con l’obbedienza alla Chiesa si realizza nell’amore. Ogni cristiano è invitato a riconoscere che la Chiesa è madre e che da Lei tutto riceve. “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei.” L’azione dello Spirito Santo costruisce in noi l’amore per la Chiesa.

Sant’Angela ce ne dà l’esempio. Al di là di tutte le pecche, le debolezze, gli stessi scandali degli uomini di Chiesa del suo tempo, Sant’Angela Merici ha continuato ad amare la Chiesa, perché lo Spirito spinge sempre verso l’amore, la comunione, l’unità. Esorta : Tenete l’antica strada e usanza della Chiesa, ordinate e confermate da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. E fate vita nuova. (Ric. 7, 22). Oltre ciò che si vedeva, e si poteva disapprovare, Angela vedeva nella Chiesa la presenza dello Sposo che aveva il suo tempo per riformarla come a lui piace (Ric. 7,24). Sapeva che la Chiesa sarebbe durata fino alla fine dei tempi, per cui, ci dice, le altre opinioni che adesso sorgono e sorgeranno, lasciatele andare come cose che non vi riguardano (v. 23).

Ciò è valido anche per il nostro Istituto religioso perché in esso agisce lo Spirito d’amore che tende alla comunione e all’unità. Ma questo Spirito esige ascolto e purificazione interiore per fare le suo opere d‘amore, per dire parole che costruiscono per mezzo di noi.

L’insegnamento di Sant’Angela Merici perciò si riassume in un atteggiamento d’amore. Ascoltare lo Spirito e lasciarci guidare de Lui nell’amore per le persone, che mette sui nostri passi, nelle decisioni da prendere, nell’amore per la Chiesa, Sposa di Cristo, sorgente di unità e di comunione.

In tal modo l’insieme di Sant’Angela Merici si vive non solo nelle nostre relazioni fraterne, ma anche e soprattutto nella nostra unione, insieme, con lo Spirito d’Amore mandato dal Padre e dal Figlio.

III. Lo Spirito, sorgente di discernimento spirituale

Non ci stupisce che Sant’Angela Merici abbia ricevuto dal Signore un senso acuto di discernimento spirituale perché viveva continuamente sotto la guida dello Spirito. Ricordiamo ancora la testimonianza del Bellintani il quale afferma che elle aveva ricevuto dal Signore il discernimento degli spiriti perché potesse guidare gli altri con sicurezza. (Bellintani, Queriniana, Ch. 8, f. 9r)
Ci basterà qualche esempio concreto per convincercene perché nella sua vita personale Angela fu spesso costretta a prendere scelte decisive che richiedevano un vero discernimento :

- Entrare nel Terzo Ordine o in un Monastero ?
Scelse il Terzo Ordine per essere più libera di accostarsi ai sacramenti. Da aggiungere poi che i monasteri, a quel tempo, furono abbandonati dai sacerdoti : i più fervorosi consideravano di perdervi il loro tempo a causa della decadenza della vita religiosa. Gli altri non se ne curavano per nulla.

- Ritornare a Desenzano o rimanere nella sua famiglia a Salò ?
Sant’Angela torna al suo villaggio natìo per vivere più profondamente lo spirito di S. Francesco nella povertà e nell’umile lavoro quotidiano (cf. Doneda 39). Secondo Bellintani per se stessa non aveva che il necessario d’ogni giorno; dava ai poveri ciò che le rimaneva. (Bellintani , Queriniana, ch. 6. f. 7)

- Stabilirsi definitivamente a Brescia o ritorna a Desenzano ?
Dopo aver terminato la sua missione consolatrice presso Caterina Patendola, Sant’Angela decide di rimanere a Brescia, perché le era più facile vivere la sua vita spirituale, come ricevere i Sacramenti, assistere alla S. Messa, ascoltare le omelie. (Cf. Ibid. ch. 20, v. 15).

- Accetta gli inviti avuti a Venezia e a Roma o torna a Brescia ?
Sant’Angela si trovava di fronte alla scelta di un’opera caritativa già organizzata, in piena espansione, in cui avrebbe fatto molto bene e un’altra opera, ancora ipotetica, di cui ella nullo conosceva se non che Dio la voleva a Brescia.
Doveva scegliere tra un bene immediate e sicuro e uno futuro impreciso, ma voluto da Dio. Nazari dice che a Roma, si congedò dal Papa Clemente VII, con umilissime parole scusandosi perché aveva in animo di principiare la devota Regola di Santa Orsola, cioè congregazione delle Vergine. (Nazari, Vita, 931v)

- Con chi fondare la Compagnia ? Come ?
Quale formazione dare ? Quale organizzazione prevedere ? Che cosa conservare della sua vita di Terziaria francescana ? Sappiamo che si liberò dalla povertà assoluta dei Francescani e accettò che la Compagnia possedesse delle risorse per l’aiuto fraterno e il suo sviluppo.

Ora vedremo che il discernimento, frutto dell’azione dello Spirito è un dono di Dio che tuttavia richiede che noi ci serviamo anche dell’aiuto umano. Nei suoi scritti, Sant’Angela presenta parecchie situazioni concrete che richiedono discernimento e in cui la luce dello Spirito è particolarmente necessaria.

1. Il discernimento è un dono di Dio.

- a. Bisogna pregare per riceverlo .
Angela insiste molto sulla preghiera :
Quanto dovete pregare Dio che vi illumini e vi diriga e vi insegni quello che dovete fare per amor suo in un tal compito. (Ric. Prol. 7-8)
Quanto dovete ringraziarlo per questo, e nello stesso tempo pregarlo perché, come si è degnato di farvi presiedere a così nobile gregge, così si degni anche di darvi tal sapere e tal potere da riuscire a far opera degna di lode al suo cospetto (Test. Prol. 17-20).
E se, secondo i tempi e i bisogni, accadesse di dare nuovi ordini, o di fare diversamente qualche cosa, fatelo prudentemente e con buon giudizio, e sempre il principale ridotto vostra sia il ricorrere ai piedi di Gesù Cristo (Ult. Leg. 2-3).

- b. Bisogna lasciarsi guidare da Lui
Nei suoi consigli alle superiore Sant’Angela Merici insiste sulla disposizione alla docilità interiore.
Per prima cosa dunque, cordialissime madri e sorelle mie in Gesù Cristo, sforzatevi con l’aiuto di Dio di acquisire e di conservare in voi un tal concetto e buon sentimento, da essere mosse a tale cura e tal governo solamente dal solo amore di Dio e dal solo zelo per la salvezza delle anime (Leg. 1, 1-4).
Perciò vi occorre prendere una integra e stabile determinazione di sommettervi totalmente alla sua volontà, e, con una viva e salda fede, ricevere da lui ciò che dovete operare per amor suo. E in questo, qualunque cosa accada, perseverare costantemente fino alla fine (Test. Prol.22-24).

Tuttavia se il discernimento è un dono ricevuto da Dio, non ci dispensa dal servirci con umiltà degli aiuti umani. Con chiaroveggenza e realismo Angela si rende conto che il discernimento deve potersi appoggiare su fattori umani, quali la conoscenza di persone, la consultazione, gli scambi interpersonali :

2. Gli aiuti umani al discernimento

- a. La conoscenza delle persone
L’insistenza di Sant’Angela Merici sulla conoscenza e attenzione alla persona è così evidente che durante i secoli i suoi scritti hanno ispirato i nostri comportamenti educativi :
Vi supplico di voler tener conto e d’avere scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figliole, una per una, non solamente i loro nomi, ma anche la loro condizione e la loro natura, ogni loro situazione e tutto i l loro essere (Leg. 2, 1-4).
Sarete sollecite e vigilanti per conoscere, e capire il comportamento delle vostre figliole, e rendervi conto dei loro bisogni spirituali e temporali. E così provvedetevoimeglio che siapossibile (Ric. 4, 1-2).

Questa conoscenza è affiancata da disposizioni di amabilità per favorire i contatti con le persone :
Siate affabili ed umane con le vostre figlioline. E sforzatevi di operare solamente mosse dal solo amore di Dio e dal solo zelo per le anime, allorché le ammonirete e le consiglierete, o le esorterete a qualche bene e le distoglierete da qualche male (Ric. 2, 1-2).
Vi prego, di grazia, vogliate sforzarvi diattirarleconamore e con mano soave e dolce, e non imperiosamente, né con asprezza, ma vogliate in tutto essere affabili(Leg.3, 1-3).

Quando si è instaurata un’atmosfera di mutua confidenza, i consigli reciproci diventano un aiuto prezioso al discernimento nel prendere decisioni utili e necessarie.

- b. La consultazione e gli scambi interpersonali
Sant’Angela Merici ne dà l’esempio con il suo modo di consultare le sue sorelle e di suscitare i loro consigli. Citiamo la testimonianza del Cozzano :
Quello che essa ad altri comunicava, gli impetrava, e dava la sufficienza di fare. Poi con loro di ciò se consultava, e le esortava a fare, e diceva, non sé, ma loro con lei haverlo fatto (Cozzano, "Dichiarazione della Bolla » 974r).
Negli scritti Angela esorta le superiore a consultarsi a vicenda e a decidere insieme sul da farsi :
Due, o al meno una volta al mese, fatte in modo di riunirvi tutte con le colonnelle, e così insieme consultarvi e fare un buon esame sul governo. E specialmente riguardo a quello che le colonnelle vi riferiranno circa il comportamento delle vostre figlioline, e sulle loro necessità e bisogni tanto spirituali che materiali ; e provvedere ad ogni cosa, secondo che lo Spirito Santo vi ispirerà (Leg. 7, 1-7).
Rileviamo come ella insista, prima di prendere le necessarie decisioni, sull’ascolto per conoscere e comprendere le situazioni, sugli sforzi nel dialogo per cogliere i vari punti di vista, sulle regolare revisioni del governo della Compagnia e sulla docilità alla luce dello Spirito.
Alla Madre non sfuggono parecchi casi concreti che richiedono un discernimento personale.

3. Casi tipici proposti da Sant’Angela che esigono un discernimento personale.

- a. Quanto pregare ?
Se vorranno pregare più a lungo, si chiudano nella loro camera, e là preghino come e quanto lo Spirito e la coscienza detteranno (Reg. 6, 7).

- b. Quanto digiunare ?
Siccome non si vuole se non cose discrete, allora si avverte che nessuna digiuni senza il parere specialmente del padre spirituale e delle governatrici della Compagnia, le quali devono ridurre e diminuire tali digiuni secondo che se ne vedrà il bisogno...perché se uno indiscretamente affligge il proprio corpo... sarebbe come se facesse un sacrificio con qualcosa di rubato (Reg. 4, 18-20 ).

- c. Come custodire una fede solida ?
Queste indicazioni, nei tempi turbinosi del Rinascimento, sono necessarie, particolarmente a Brescia città definita dal Papa Clemente VII" come la più luterana di tute le città d’Italia". Riguardo a ciò Sant’Angela Merici ha una particolare attenzione :

  • Seguire l’insegnamento tradizionale della Chiesa (Ric. 7, 22)
  • Non condannare, ma essere prudenti :
    Tenete ognuno per buono, ma siate prudenti per il bene vostro, perché è meglio seguire senza pericolo il certo, piuttosto che l’incerto con pericolo (Ric. 7, 19- 21).
  • Considerare la contingenza delle nuove idee con un discernimento orante (Ric. 7, 23-24)
    Questi consigli sono indicati nei Ricordi alle Colonnelle. Abbiamo anche altri inviti al discernimento rivolti a tutti i membri del Governo nella Compagnia.

4. Esortazione al discernimento per coloro che governano.

- a. Discernere gli atteggiamenti spirituali delle Vergini per conformarsi a loro e scoprire la chiamata di Dio.
Se vedrete una pusillanime e timida, e inclinata alla disperazione, confortatela, fatele animo, promettetele del bene dalla misericordia di Dio, allargatele il cuore con ogni consolazione. Di contro, se vedrete qualcun’altra presuntuosa, e larga di coscienza e poco timorata, a quella mettete timore e ricordatele il rigore della giustizia di Dio (Ric. 2, 8-11).
Sant’Angela Merici mette pure in guardia verso gli attacchi troppo umani che rischiano di compromettere la perseveranza :
Sarete attende quando vedrete che una farà tanta fatica a decidere di smettere certe fogge o simili altre frascherie, che per sé hanno scarsa importanza, di quella non abbiate troppo buona opinione che perseveri nella Regola, perché, se non vuol fare ciò che è meno, peggio farà ciò che è più. Ma qui si deve essere prudenti perché può accadere che una persona abbia il suo maggior attaccamento ad una cosa da nulla, così che vinto questo punto, non le sarà più troppo difficile vincerne alcun altro (Leg. 6, 1-4.)
Angela invita ad aspettare, a non condannare subito, a permettere che il tempo maturi il desiderio di dare tutto al Signore. Elle vuole anzitutto assicurare la libertà delle scelte, l’acconsentire per amore.
Sopra tutto guardatevi dal voler far fare per forza, perché Dio ha dato il libero arbitrio ad ognuno, e non vuol forzare nessuno (Leg. 3, 8-10).
Non dico però che non si debba talvolta usare qualche rimprovero e qualche asprezza, a luogo e tempo, secondo l’importanza, la condizione e il bisogno delle persone, ma dobbiamo agire solamente mosse dalla carità e dal solo zelo per le anime (Leg.3, 13-15)
.
E poi, ecco uno stralcio meraviglioso dei Ricordi di Sant’Angela Merici che escludendo ogni discernimento intempestivo, abbandona ogni sorella nelle mani di Dio.
Tutte sono creature di Dio, e voi non sapete che cosa lui voglia fare di loro. Infatti, come potete sapere voi se quelle che vi sembrano più da poco e di minor conto non siano per diventare le più premurose e le più gradite alla sua maestà ? E poi, chi può giudicare il cuore e i pensieri nascosti nell’intimo della creatura ? Allora accettatele con amore e supportatele tutte egualmente, perché non sta a voi giudicare le ancelle di Dio, il quale sa bene che cosa ne vuol fare, lui che dalle pietre può cavare dei figlioli celesti (Ric. 8, 2-6).
In tal modo Sant’Angela Merici consiglia di non giudicare secondo le apparenze. Se veramente il Signore ha scelto quella sorella le darà i mezzi per progredire. Bisogna sempre dare il suo tempo alla radice perché si affondi nel terreno e possa far crescere il primo stelo. Così Sant’Angela consiglia di discerner le nascoste capacità di ciascuna, di lasciarle il tempo di maturare davanti a Dio, di incoraggiare o esigere secondo le necessità e le circostanze, secondo che lo Spirito Santo vi ispirerà (Leg. 7, 7).

- b. Discernere ciò che può favorire l’unione e impedire che si offuschi.
Come sapere se si è graditi al Signore ? Se la via che seguiamo è veramente quella che Lui ha scelto per noi ?
Sant’Angela Merici ne rileva un segno sicuro :
Né altro segno vi sarà che si sia in grazia del Signore che l’amarsi e l’essere unite insieme... Da questo riconoscerà il mondo che siete dei miei, se vi amerete tutti insieme (Leg. 10, 10-11).
Il criterio dell’unione, quello dell’amore reciproco è dunque un mezzo infallibile per discernere la presenza del Signore nella comunità. Per assicurare questa comunione bisogna essere vigilanti e scoprire tutto ciò che potrebbe attentarla :
Siate vigilanti su questo punto, perché il demonio qui specialmente vi tenderà agguati sotto apparenza di bene. Per cui, se vi accorgerete anche solo di un’ombra di siffatta peste, subito ponete rimedio secondo che Dio vi illuminerà. E non lasciate crescere per niente una tale semente nella Compagnia, perché, inoltre, sarebbe una pestilenza di cattivo esempio per la città e anche altrove. Infatti, dove c’è diversità di volontà, lì è inevitabile che vi sia discordia ; dove c’è discordia, lì senza dubbio c’è rovina (Leg. 10, 13-18).


Desidero concludere questa parte con alcune espressioni della preghiera di Sant’Angela Merici nella quale rileva la fragilità del nostro personale discernimento.
Ti prego, ricevi il mio libero arbitrio, ogni atto della mia volontà, la quale da sé, ...non sa discernere il bene del male (Reg. 5, 38-39).
Angela si rende conto che il discernimento spirituale spesso non è evidente, non è facile, non è constante, allora si affida al suo diletto Signore :
Ricevi ogni mio pensare, parlare ed operare (v. 40).
Se siamo in due a discernere, se tu, Signore, discerni in me, allora tutto ciò che devo dire, far e pensare, potrà veramente essere un offerta :
Tutto questo io offro ai piedi della tua Maestà (v. 42).

In questo cammino abbiamo meditato sul posto che lo Spirito Santo ha nella vita di S. Angela.
Abbiamo considerato i consigli che ella ci dà perché lo Spirito sia, anche per noi, principio del nostro amore, della nostra vita, dei nostri pensieri e delle nostre azioni.
Possa Egli esserlo sempre di più, affinché, ricevendo di continuo nel cuore i consigli e le ispirazioni dello Spirito, possiamo irradiare la sua presenza intorno a noi e in ogni creatura, per amore di Dio.

Dono dello Spirito e Dono del Discernimento
Domande per la riflessione e il lavoro di gruppo

1. Sant’Angela Merici ci chiede di essere continuamente in ascolto dello Spirito Santo. Secondo voi, quali sono le condizioni che ci permettono di effettivamente vivere in questo continuo ascolto ?

2. L’ascolto continuo dello Spirito ci guida nel discernimento quotidiano. Potete ricordare una circostanza in cui il discernimento vi è stato particolarmente necessario ?
Che cosa vi ha aiutato a discernere ?
Quali sono i motivi che vi hanno incoraggiato a decidere ?

3. Considerate quali sono le circostanze della vostra vita attuale che richiedono un ascolto particolare dello Spirito Santo per discernere ciò che Egli attende da voi : nella vostra vita personale, nel vostro apostolato.

Marie Seynaeve

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