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Carisma Missionario (Italiano)

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Carisma missionario di Santa Angela Merici
Profetismo per oggi

Santa Angela Merici non ha fondato la Compagnia di Santa Orsola come istituto religioso votato all’apostolato. Il solo apostolato definito con chiarezza alle sue figlie è quello del buon esempio (cf. Ric. Cap. 5) e di promuovere le vocazioni (Test. 9, 10). La riflessione sulla sua vita e sui suoi scritti ci rivela il suo carisma apostolico. Santa Angela Merici è una evangelizzatrice per tutte le classi delle società bresciana. Al ritorno del suo pellegrinaggio a Roma si apre per lei un nuovo cammino. Dimostra di possedere doni apostolici straordinari: legge nei cuori, conosce la lingua latina, senza mai averla studiata, è in grado di spiegare la Sacra Scrittura; fa dei discorsi parlando per un’ora senza preparazione e senza annotazioni, realizza conversioni strepitose. Evangelizza tute le classi della società, santi e peccatori, nobili e popolani, uomini e donne, genitori e figli, dotti e illetterati.

Il XVI secolo è il secolo della conquista di un mondo sconosciuto. Un novo fervore apostolico anima tutta la Chiesa. Si assiste all’invio di missionari nelle terre appena scoperte. Possiamo dire che Angela, almeno in spirito, è stata coinvolta in questa corrente missionaria ?

Per poter chiarire il particolare carisma missionario di Santa Angela Merici è necessario considerare i termini “missione” e “missionario” nella loro evoluzione storica. In quale misura si può dire che Angela con la sua vita e i suoi scritti contribuisce in modo personale all’apostolato missionario? Come il suo carisma missionario oggi ci può interpellare per essere profeti nel nostro mondo? In questo incontro risponderemo a questi interrogativi.

I. Evoluzione del termine “missione”

Fino al XVI secolo, negli scritti dei Padri della Chiesa e nei documenti pontifici la parola “missione” (del latino mittere -mandare) indicava l’invio di Gesù Cristo nel mondo per salvarlo e condurlo al Padre; così pure l’invio dello Spirito Santo dal Padre e dal Figlio per santificare l’umanità.

Con la scoperta del nuovo mondo nel XVI secolo, il significato del termine “missione” divenne più ampio: erano “missionari” coloro che partivano per annunciare la fede della Chiesa cattolica ai pagani, ossia ai non cristiani, e ai protestanti. Lo scopo della missione, prolungamento di quella del Cristo, era quello di “salvare le anime”. Questo modo di concepire la missione fu tale fin al XIX secolo compreso quando la colonizzazione era accompagnata da grandi sforzi missionari in America, Asia e Africa.

L’inizio del XX secolo ha visto la nascita della “missiologia”, ossia dei fondamenti teologici della missione per stabilirne il significato e il fine. Nei primi tre decenni del secolo XX il significato della missione si evolse in modo più preciso e aperto :
- 1) La missione non deve soltanto annunciare la fede, ma anche conservarla per mezzo dei vari organismi che servano a propagare la fede e a preparare al Battesimo.
- 2) La missione deve tendere non solo alla conversione individuale, ma anche alla cristianizzazione di tutto un popolo.
- 3) La missione deve tener presenti non solo coloro che ignorano la fede, ma anche color che vivono ai margini della Chiesa, color la cui fede si è indebolita o è addirittura scomparsa.

Con quali mezzi ?
La conversione ala fede deve adattarsi alle popolazioni da evangelizzare, ma con lo scopo di integrare, alla luce della fede stessa, tutto ciò che vi è di bello e di buono nella loro cultura.

Adattarsi a che cosa ?
A tutti i bisogno dell’uomo. La diffusione della fede cristiana non può limitarsi all’annuncio del Vangelo, deve tener presente tutta la persona, non soltanto in rapporto alla salvezza dell’anima, ma anche in relazione ad una salvezza che abbracci tutto l’uomo, nella sua totalità, una salvezza dunque completa che integri le realtà socio-economiche, culturali e religiose.

Dal 1930 in poi il concetto di missione si evolse ancora: il missionario è chiamato non solo a convertire, ma anche ad impiantare la Chiesa. Da allora si insiste sull’inculturazione perché il missionario, cercando di fondare una Chiesa locale, si trova di fronte ad una cultura con credenze, costumi, arte, sistema socio-economico specifici. Per essere un ambasciatore efficace di Gesù Cristo, deve non soltanto adattarsi alla popolazione, ma sforzarsi di formare una Chiesa indigena con la sua diocesi, il suo clero, i suoi mezzi di salvezza. Affinché questa tappa che possiamo chiamare “indigenizzazione” non sia incentrata sulla sola Chiesa locale, i missioni sono chiamati a formare nella gente il senso della universalità della Chiesa.

Con il Concilio Vaticano II, il decreto Ad Gentes completa e sintetizza tutti i vari significati dati alla missione fino allora. Paolo VI nella su Enciclica Evangelii nuntiandi, da parte sua, considera il significato ampio e completo della missione, ma usando più sovente il termine “evangelizzazione”: la missione è una evangelizzazione che non è limitata al primo annuncio, nemmeno alla seconda evangelizzazione, ma che comprende tutti gli altri aspetti propri della Chiesa locale, universale, e inoltre, la promozione e la liberazione umana. Giovanni Paolo II, scrivendo la Redemptoris missio, colloca la “missio ad gentes” nella grande missione di evangelizzazione che la Chiesa ha ricevuto da Cristo, missione caratterizzata da tutte le forme sopraddette.

II. Lo spirito missionario di Santa Angela Merici

Torniamo ora a Santa Angela Merici. In quale misura possiamo pensare all’apostolato missionario, come parte del suo carisma specifico? Quando analizziamo la sua vita e i suoi scritti, ci accorgiamo che tale carisma è effettivamente presente nelle varie accezione della missione, ma senza che la parole, come tale, sia usata. Vediamo che Angela aveva realmente uno spirito missionario, sia che si tratti della missione di Dio, della salvezza delle anime, di quella integrale della persona, dell’adattamento, del senso di universalità della Chiesa o della evangelizzazione.

- 1) La missione di Dio
Se Santa Angela Merici non parla espressamente di una missione ricevuta dal Padre mediante il Figlio di Dio, è tuttavia cosciente della missione dello Spirito Santo inviato da Cristo :
Si stia anche in orazione con quanta forza di spirito si potrà fino al giorno dell’invio dello Spirito Santo, cioè fino a pasqua di maggio, domandando che si compia la grande promessa fatta da Gesù Cristo ai suoi eletti e ben disposti. (Reg. 4, 15-16)

Afferma con convinzione che la sua personale missione le è stata affidata dal Padre ... essendogli piaciuto, nella sua infinita bontà adoperare me come suo strumento per una tale e tanta sua opera. (Test. Prol. 6).

- 2) La missione per la salvezza delle anime.
Santa Angela Merici non resta chiusa nella sua missione. Più volte si dimostra molto sensibile alla conversione e alla salvezza delle anime sia che si tratti di coloro che non conoscono Cristo, di color che dimenticano i doveri del cristiano, o anche della salvezza e della conversione delle sue figlie. Nella sua preghiera troviamo l’assillo per la salvezza delle anime sebbene non veda, come personale contributo possibile, se non l’offerta della sua vita insieme alla domanda di perdono.
"Signore, in luogo di quelle misere creature che non ti conoscono, né si curano di essere partecipi ai meriti della tua sacratissima passione, mi si spezza il cuore, e volentieri (se lo potessi) darei io stessa il mio sangue per aprire la cecità delle loro menti". (Reg. 5, 31-34).

Degnati di perdonare i peccati... del mondo intero. (Reg. 5, 24).

Cosciente della realtà di peccato che la circonda chiede di pregare e digiunare per i cristiani tiepidi : Si digiuni subito dopo l’Epifania quaranta giorni, per domare i sensi e gli appetiti e la sensualità che allora specialmente sembrano signoreggiare nel mondo. (Reg. 4, 10)
E ancora per implorare misericordia innanzi al trono della divina Altezza per tante dissolutezze che in quel tempo sono commesse dai cristiani, come è più che palese a tutti. (Reg. 4, 11)

Chiede perdono per i peccati di tutti coloro che ama :
Degnati di perdonare i peccati anche di mio padre e di mia madre, e dei miei parenti ed amici. (Reg. 5, 24)

Gabriele Cozzano testimonia che l’amabilità e la dolce persuasione di Santa Angela Merici può convertire i peccatori :
Tanta era quella caritade, che toccava dal Ciel fin all’inferno. Con amor materno abbrazzava ogni creatura. E chi era il più peccatore, quello era il più carezzato da lei ; che, se convertirlo non poteva, almanco con dolcezza d’amore lo induceva a far qualche bene, o far manco male. (Cozzano, « Dichiarazione della Bolla», 974v).

Santa Angela Merici va oltre. Si dimostra consapevole dei pericoli che circondano le sue figlie in quest’epoca tormentata del Rinascimento, e mette in guardia sorelle e superiore da tutto ciò che potrebbe nuocere alla salvezza dell’anima : Bisogna che siamo vigilanti in quanto l’impresa è di tale importanza che non potrebbe essercene una di importanza maggiore, perché ne va della nostra vita e della nostra salvezza. (Reg. Prol. 15-16).

Se verrete a conoscere chiaramente che sono in pericolo la salvezza e l’onestà delle figliole, non dovrete per niente consentire, né sopportare, né aver riguardo alcuno. (Ric. 3, 14).
Se mai per causa e negligenza vostra qualcuna si perdesse, Dio ve ne domanderebbe stretto conto il giorno del giudizio. (Ric. 4, 6)
Queste parole ci potrebbero sembrare severe, può anche darsi, esagerate. Tuttavia con la sua sensibilità per il bene delle anime, Angela non esita a porre i membri della Compagnia di fronte all’importanza della salvezza finale, sia per quella personale che per quelle delle loro compagne. Infatti, è questo lo scopo dell’apostolato missionario, quello di vegliare perché tutti si riuniscano al Cristo nell’eternità.

- 3) La missione nell’adattamento
Abbiamo visto come, a poco a poco, i missionari si siano resi conto della necessità di adattarsi alle situazioni, alle persone per condurle a Cristo. Santa Angela Merici si adatta alle situazioni difficili che deve affrontare: perdita della famiglia, guerre, clima del Rinascimento, lunga attesa prima di realizzare la sua missione.

Si adatta alle persone. Si mostra a suo agio con le persone di ogni classe sociale! Le piccole analfabete che servono le signore dell’aristocrazia, i semplici manovali, gli operai, gli artigiani del suo quartiere, gli intellettuali, i teologi che vanno da lei per chiedere spiegazioni sulla Sacra Scrittura; persone virtuose e peccatori, o i diplomatici come il Chizzola, i principi come Francesco Sforza e i Governatori di Venezia, il Papa Clemente VII.

Nella Compagnia si mostra accogliente con tutte, povere e ricche, ignoranti e colte, coloro che sono già formate alla vita cristiana e quelle che ne ignorano le basi. Non ci deve dunque stupire se gli scritti di Angela ci offrono tracce del suo straordinario spirito di adattamento.

Santa Angela Merici possiede un aspetto geniale che raramente si trova espresso nelle regole dei fondatori :
Quello di lasciare alle sue figlie la regola di adattarsi.

Il testo è molto conosciuto :
E se, secondo i tempi e i bisogni, accadesse di dare nuovi ordini, o di fare diversamente qualche cosa, fatelo prudentemente e con buon giudizio. (Ult. Legato 2)
Angela stessa ha praticato questa norma di adattamento poco prima della sua morte. Invece, secondo la Regola, di lasciare che si procedesse per elezioni a colei che doveva succederle, lei stessa l’ha scelta tra le Matrone, probabilmente perché nessuna tra le Colonnelle era ancora in grado di assumere questa responsabilità.
La norma di adattarsi ha condizionato tutta l’evoluzione storica delle Orsoline. Nessuna di loro ha pensato di venire meno allo spirito di Santa Angela, scegliendo la vita comunitaria, la catechesi, poi l’insegnamento in un vita religiosa votata all’educazione, in forma di congregazione o monastica, o nell’aspetto attuale di vita apostolica.
Angela conforma il suo insegnamento alla fragilità della sua epoca, si mostra particolarmente ferma e realista quando si tratta del comportamento nei riguardi del prossimo. La capacità di adattarsi alle persone sarà tanto più concreta quanto più essa terrà presente la conoscenza della persona stessa, frutto d’un amore sollecito.
Alle Colonnelle chiede d’apprezzare e d’amare le loro sorelle, perché quanto più le amerete, tanto più cura e attenzione avrete per loro. (Ric. Prol. 8-10) Quanto alle Matrone propone le stesse esigenze : tener scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figliole, una per una, non solamente i loro nomi, ma anche la loro condizione e la loro natura, ogni loro situazione e tutto il loro essere (Leg. 2, 1-3). Sapendo che solo l’amore e la fiducia aprono i cuori, aggiunge : vogliate sforzarvi di attirarle con amore e con mano soave e dolce, e non imperiosamente, né con asprezza, ma vogliate in tutto essere affabili. (Leg. 3, 1-3)
Le Superiore sono invitate a tener conto delle disposizioni delle sorelle, adattarsi a ciascuna secondo la sua personalità: Così propone di incoraggiare e confortare colei che è pusillanime e timida, e inclinata alla disperazione. ...allargatele il cuore con ogni consolazione. (Ric. 2, 8). Queste ultime raccomandazioni riguardano il modo di far crescere, nella speranza, quelle che sono sconsolate, dubbiose e timide. (Ric. 5, 40).
La severità può manifestarsi ed esprimersi con rimproveri, ma questi si devono riservare solamente a casi di necessità e, ancora, a luogo e tempo, e secondo le persone (Ric. 2, 4-5) Infatti otterrete di più con l’affettuosità e l’affabilità che non con la durezza e gli aspri rimproveri (Ric. 2, . 3) Solo l’amore insegna tal discrezione, e muove il cuore ad essere a luogo e tempo ora affabili e ora aspre, e poco o molto secondo il bisogno. (Ric. 2, 6-7)
Di fronte alle debolezze del prossimo Angela propone un atteggiamento di discernimento, convinta che una crescita è sempre possibile. Se le mancanze sono notevoli, propone: quando avrete consigliato ed avvertito di buon cuore tre o al più quattro volte, quando non vi sono cambiamenti, lasciatela nel suo stato... perché può accadere che la poveretta, vedendosi così abbandonata e accomiatata si muova poi a compunzione (Leg. 5 1-5). Di fronte a comportamenti di leggerezza : non abbiate troppo buona opinione che perseveri nella Regola, perché, se non vuol fare ciò che è meno, peggio farà ciò che è più. Ma qui si deve essere prudenti perché può accadere che una persona abbia il suo maggior attaccamento ad una cosa da nulla, così che vinto questo punto, non le sarà più troppo difficile vincerne alcun altro. (Leg. 6, 1-4). A quella che è sicura di se stessa, si deve ricordare la prudenza, come ci si trovi in mezzo alle insidie, e come si abbia sempre motivo di star in timore (Ric. 2, 10-11) Quella poi che eccede nei digiuni è invitata ad ascoltare i consigli del suo padre spirituale e delle governatrici della Compagnia, le quali devono ridurre e diminuire tali digiuni secondo che se ne vedrà il bisogno (Reg. 4, 18-19)
Infine, Angela si mostra molto rispettosa della libertà personale, chiedendo che ciascuna entri lietamente e di propria volontà (Reg. 1,3-4) nella Compagnia. Aggiunge alle Matrone: Sopra tutto guardatevi dal voler far fare per forza, perché Dio ha dato il libero arbitrio ad ognuno, e non vuol forzare nessuno, ma solamente dimostra, invita e consiglia. ( Leg. 3, 8-11)
Accogliere, ascoltare, adattarsi, sono altrettanti verbi attuali che esprimono ciò che Angela ha insegnato per adattarsi, giorno dopo giorno, alle circostanze e alle persone.
Tutte sono creature di Dio e voi non sapete che cosa lui voglia fare di loro. (Ric. 8, 2) ?


- 4) La missione per la salvezza integrale

Cercando il bene spirituale delle popolazioni, i missionari si sono resi conto della necessità della salvezza completa dell’uomo che include i suoi bisogni a livello fisico, affettivo, sociale ed economico. Lo spirito chiaroveggente di Angela insiste più volte su questa attenzione alla totalità della persona in tutte le sue necessità.
Sarete sollecite e vigilanti per conoscere, e capire il comportamento delle vostre figliole, e rendervi conto dei loro bisogni spirituali e temporali. E così provvedete voi meglio che sia possibile, se lo potete. (Ric. 4, 1-2)

Ciò costituisce per Angela un motivo di confidenza in Dio :
Tengano per certissimo questo : che mai saranno abbandonate nelle loro necessità. Dio provvederà loro mirabilmente. (Ric. 5, 31).

Frattanto dà disposizioni affinché queste necessità siano effettivamente prese in considerazione. Infatti, nei consigli alle superiore locali ci offre espressamente una risposta ai bisogni affettivi (con l’incoraggiamento, l’invito alla pace) e a quelli della salute fisica (bisogni del corpo) :
Vogliate spesso (secondo che avrete tempo e possibilità) specialmente nei giorni di festa, andare a trovare le vostre care figlie e sorelle ; e salutarle, vedere come stanno, confortarle, animarle a perseverare nella vita intrapresa. (Ric. 5, 1-2)
Ora, le quattro vergini vogliano particolarmente assumere questo incarico : andare a trovare ogni quindici giorni, o più o meno come si vedrà bastare, tutte le altre sorelle vergini sparse per la città, per confortarle e aiutarle qualora si trovassero in qualche situazione di discordia o in altre difficoltà sia materiali che spirituali (Reg. 11, 7-9).

Quanto alle altre necessità, conosciamo le disposizioni del Capitolo XI della Regola : fare attenzione che a ciascuna sia assicurato il salario e la sua eredità (v. 15-19), abbia una casa decorosa (v. 25-27), si trovi in un ambiente di lavoro favorevole alla sua crescita (v. 28), sia curata e visitata durante una malattia (v. 30), sia aiutata nella vecchiaia (v. 29). E per fare fronte a tutte queste necessità, Angela raccomanda di attingere ai beni della Compagnia specialmente in aiuto delle sorelle e secondo gli eventuali bisogni. (Reg. 11, 24)

- 5. La Missione della Chiesa universale

Ha avuto Santa Angela Merici il senso dell’universalità della Chiesa ? I suoi viaggi, soprattutto il suo pellegrinaggio in Terra Santa, hanno fatto maturare in lei la coscienza di civiltà molto diverse, tutte chiamate a far parte del Regno di Dio. È venuta a contatto con le civiltà greca a Creta, con i Mussulmani in Terra Santa e sulle coste dell’Albania durante il viaggio di ritorno dalla Terra Santa. Inoltre, con la civiltà nord-africana quando la nave fu sbattuta sulle coste dell’attuale Tunisia; ebbe contatto con gli Slavi a Novigrad in Croazia e con una quarantina di Fiamminghi sulla nave, nel viaggio di ritorno. Non c’è perciò da stupirsi che abbia avuto a cuore il mondo intero e quelle misere creature che non ti conoscono (Reg. 5, 24, 31). Cozzano poi riporta alcune parole spesso pronunciate da Angela, parole ispirate dal suo desiderio di universalità.
O, gridava quel vivo desiderio che puramente procedeva dal Spirito Santo nella madre nostra, gridava, dico, quel Spirito affocato : piacesse a Dio che tutto il mondo venesse sotto l’ombra de sta regola. (Cozzano, « Epistola confortatoria, 963 v).

- 6. La missione come evangelizzazione
Siamo giunte, a questo punto, alla concezione post-conciliare della missione: l’evangelizzazione che fa parte della missione “ad gentes”. La testimonianza di Pandolfo Nassino riassume in modo convincente la sollecitudine di Angela per l’evangelizzazione :
Questa Madre Sur Angela a tutti predicava la fede del sumo Dio che tutti se inamorava de lei. E Giacomo Chizzola testimonia che Angela aveva ricevuto un dono speciale per spiegare e far gustare la Sacra Scrittura : Mi pareva gran cosa che lei... non havendo studiato Sacra Scrittura, facesse cosí belissimi, dotti , et spirituali sermoni, che alle fiate duravano un’hora (Chizzola, 8v).
Disgraziatamente nessuno ha pensati di scrivere i suoi sermoni !

Esaminando bene gli scritti di Angela possiamo intravedere, attraverso le sue esortazioni una vera e solida catechesi ; infatti fa allusione a quasi tutti gli articoli del Credo.
Angela “evangelizzatrice” potrebbe offrire un argomento interessante di studio che in questa sede non possiamo sviluppare. Notiamo soltanto alcuni aspetti.

Il suo insegnamento include :

  • Una catechesi trinitaria :
    Il Padre ci ama e non vuole se non il solo bene e gaudio vostro. (Reg. 10, 18) Bisogna dunque pregarlo con fiducia, (Ric. Prol. 16-18), perché lui vi aiuterà in ogni cosa (Ric. Prol. 15), e farà cose mirabili a suo tempo e quando gli piacerà. (Ric. 8, 9).
    Gesù Cristo è il salvatore che ci ha amato fino a versare il suo sangue. Egli è il modello da imitare (Ric. 1, 6), il Maestro da ascoltare, (Ult. Leg. 5), l’unico tesoro (Ric. 5, 43),lo sposo che ci ama.
    Lo Spirito Santo è Colui che bisogna pregare (Reg. 4, 15), che ispira la nostra preghiera (Reg. 8, 14-15) e le nostre decisioni. (Leg. 9, 6-8). È quindi necessario essere attenti alle sue continue ispirazioni (Reg. 8, 14).
  • Una catechesi evangelica :
    Avete sicuramente rilevato negli scritti di S. Angela, i numerosi riferimenti espliciti ed impliciti al Vangelo. Ella non propone nulla senza riferirsi a un esempio o a una parole di Gesù.
  • Una catechesi sacramentale :
    Angela precisa il fine e il modo di vivere il Sacrificio Eucaristico e il Sacramento della Penitenza (Reg. Cap. 6 e 7) e fa riferimenti al Battesimo e al Sacerdozio.
    Una catechesi ecclesiale : perché la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo. Dio non l’abbandonerà mai e continua a parlare per suo mezzo e per mezzo dei suoi apostoli. La Chiesa ci aiuta a camminare verso l’eternità, dove, accanto a Cristo, vivremo le feste allegre e nuove del cielo, traboccanti di gioia. (Ric. 5, 3).

L’azione evangelizzatrice di Angela è tutta orientata verso l’amore, amore di Dio e amore fraterno. Verso una fede viva e incrollabile, verso una speranza fiduciosa nell’aiuto di Dio quaggiù, e nella sua accoglienza nell’eternità.

Abbiamo dunque considerato il carisma missionario di Angela incentrato ora sulla missione ricevuta da Dio, ora sulla salvezza delle anime, l’adattamento, la salvezza integrale della persona, il senso della Chiesa universale e l’evangelizzazione. Ci resta da vedere il problema del suo carisma missionario come profezia per il nostro oggi.

III. Dimensione profetica attuale del carisma missionario di Angela

  • Dimensione profetica di testimonianza
  • In quale senso possiamo parlare del profetismo di Angela ?

Oggi, spesso ci facciamo un concetto incompleto del profeta, concetto limitato a colui che denuncia le ingiustizie del suo tempo. Tuttavia, questa donna povera, semplice ed umile, senza nessuna pretesa, ci colpisce perché segue la sua strada, andando contro corrente, proprio nel suo tempo. Ella ha vissuto lo spirito profetico con un’umile testimonianza e la chiede anche alle sue figlie :
Dite loro che, in qualunque luogo si trovino, diano buon esempio, e che siano per tutti un profumo di virtù. E cerchino di metter pace e concordia dove si troveranno. Sopratutto siano umili ed affabili. E tutto il loro comportamento, le loro azioni e le loro parole siano secondo carità, e sopportino ogni cosa con pazienza. (Ric. 5, 13-18).

Oggi, al di là delle critiche che ci circondano, malgrado la disistima per la vita consacrata rinforzata dai mass-media, noi siamo chiamate ad essere testimoni dell’amore che ci anima, o, come lo indicava, il Congresso degli Istituti di Vita Consacrata, testimoni della Passione per Cristo, Passione per l’Umanità. Ad essere testimoni con la nostra fedeltà, la nostra tenerezza e compassione verso la sofferenza di molti fra i nostri contemporanei. Ad essere testimoni di preghiera fondata sui valori eterni di contemplazione che sa vedere Dio in tutte le creature e tutte le creature in Dio.

  • Dimensione profetica dell’adattamento
    Al tempo di Santa Angela Merici, si sarebbe potuto cantare come canta un antico inno francese: Il mondo antico se n’è andato, un nuovo mondo è già nato. Durante il Rinascimento tutto cambia: nascono nuovi stati, nuovi tipi di letteratura, si scoprono nuovi continenti; sotto ogni forma, anche l’arte ha un nuovo slancio. Santa Angela Merici è contemporanea di Cristoforo Colombo e di Jacques Cartier, di Andrea Vesalo e di Macchiavelli, di Lutero e di Calvino, di Michelangelo e di Raffaello, di Ignazio di Loyola e di Teresa d’Avila, di Alessandro VI e di Giulio II. Un uomo che durante il Rinascimento morisse, lascerebbe un mondo completamente cambiato con pochissimi riferimenti al passato.
    Santa Angela Merici colpisce per la sua straordinaria capacità di adattamento. Passa senza problemi dalla semplice vita campestre di Desenzano all’ambiente piacevole e agiato di Salò, dai lavori di campagna a une vita chiusa nella città di Brescia; da un ambiente nobile presso Caterina Patendola, a quello di un commerciante, Antonio Romano, poi a quello di un umanista, Agostino Gallo; dalla solitudine, all’accoglienza di ogni persona. Si senta a suo agio e sa palare agli uomini di ogni classe sociale, anche ai poveri facchini che sceglie come testimoni del primo Capitolo Generale, fino a Francesco Sforza, Duca di Milano.

Oggi, anche noi, non ci troviamo più nella mentalità in cui abbiamo vissuto durante la nostra infanzia ed adolescenza. Tutto è cambiato. Siamo chiamate a un continuo adattamento nel nostro mondo che si trasforma con una rapidità eccezionale. In questo turbinio di cambiamenti si innesta la nostra dimensione profetica, perché il profeta annuncia il Regno di Dio, discerne i valori e i mali che lo circondano a prevede l’avvenire.

  • Il profetismo e la dimensione integrale dell’uomo
    Santa Angela Merici ci dà un vivo esempio di un tale profetismo con il discernimento nei confronti dei valori contenuti nella cultura del suo tempo, valori inerenti ai diritti legittimi dei suoi contemporanei. La sua è l’epoca dei grandi esploratori, delle scoperte geografiche a scientifiche impensate, dell’arricchimento del sapere. Il mondo non è più limitato dal Mar Mediterraneo né da un Oriente poco conosciuto. Angela, a sua volta, viaggia. Va sempre più lontano. Dapprima fa un pellegrinaggio a Mantova; va due volte a Varallo, a duecento km. da dove abita, passando da Milano. Va in Terra Santa e poi a Roma per l’Anno Santo.
    Oggi, anche noi viaggiamo molto. Siamo a contatto con varie culture. Le nostre conoscenza di altri popoli si arricchiscono sempre più. Gli immigrati giungono in massa in Europa. La nostra capacità di accettare la diversità è messa continuamente alla prova. Dobbiamo essere disponibili ad amare il nostro prossimo che non la pensa e non agisce come noi. Siamo nella situazione di accettare i trasferimenti che ci portano in un ambiente completamente diverso da quello in cui siamo abituate. Diventiamo sempre più coscienti dei valori di ogni cultura.

Durante il Rinascimento si sviluppa e si diffonde una mentalità umanista. Angela, che non ha mai frequentato la scuola, è avida di letture. Gallo dice che passava tutto il suo tempo libero, leggendo. Ciò che maggiormente la interessa sono i commenti alla Sacra Scrittura, gli scritti dei Padri della Chiesa e la vite dei Santi. I suoi scritti sono intessuti di citazioni estratte da questo tesoro, espressioni che lei ha ruminate nella preghiera e assimilate. In tal modo fa una sintesi ampia e personale nell’ambito della fede e della Sacra Scrittura, tanto che viene consultata, interrogata, giungendo anche a fare delle esposizioni sapienti e spirituali che, alcune volte, durano un’ora. È pure padrona del latino, con grande stupore dei suoi contemporanei.

Oggi, la sola lettura, quale fonte di conoscenza, non basta più. Siamo nell’era dell’Internet. Se Angela fosse vissuta oggi, avrebbe utilizzato il computer. Tutto ciò ci invita a stupirci di fronte alle invenzioni dell’intelligenza umana, a servircene in modo coscienzioso, a farne sorgente di evangelizzazione per i nostri fratelli.

Il profetismo vissuto da Angela Merici mette in discussione alcuni mali del suo tempo. Di fronte all’ingiustizia sociale, e all’inaudito contrasto tra alcune famiglie ricche, alcuni mercanti benestante e di fronte a folle di poveri, Angela non fonda, come il suo contemporaneo S. Gerolamo Emiliani, degli orfanotrofi per le centinaia di bambini abbandonati che, a bande, vagano per le vie della città; né, come un’altra bresciana, Veronica Gambara, fonda una casa d’accoglienza per le prostitute e le ragazze madri. Santa Angela, molto semplicemente, incoraggia le ricche signore dell’aristocrazia bresciana a mettersi al servizio delle umili figlie degli artigiani e dei lavoratori del suo Istituto. Reagisce al lusso e al fasto del Rinascimento con una vita personale di rigorosa povertà nella sua abitazione, nell’abbigliamento, nell’alimentazione.

Oggi, interpellate dalle sofferenze dei poveri del quarto e del terzo mondo, siamo chiamate a servire i poveri e gli emarginati, a condurre una vita più sobria, a favorire la pace e la giustizia per tutti. La semplice attenzione ai bisogni spirituali dei nostri contemporanei non basta più. Bisogna prendere in considerazione tutta la loro realtà umana, compresa la dimensione socio-economica della vita.

Al tempo di Angela, come anche oggi, tra gli adulti, la corruzione era generale. Santa Angela suggerisce di fare dei doni e mostrare amabilità perché grazie a ciò si rimuova la creatura dal male e dal vizio, e la si induca al bene e ai buoni costumi, ovvero almeno a un maggior profitto spirituale. (Leg. 9, 11-13).

Oggi, servirsi in modo cosciente delle nostre risorse materiali può aiutare giovani e adulti a trovare il cammino della fede, a meglio conoscere e amare Colui che li salva. Ci sono mezzi che possono aiutare i giovani a dare un orientamento completamente nuovo alla loro vita, ad esempio: offrire libri e riviste adatte, pagare un corso di aggiornamento, un tempo di ritiro, un pellegrinaggio a qualcuno di essi che cerca la sua vocazione.

  • Il profetismo nell’impiantare la Chiesa

Di fonte all’ignoranza religiosa e alla mancanza di catechesi, Angela è spinta a istruirsi, a leggere, a chiarire, a spiegare e approfondire. Non critica nessuno: agisce soltanto con dolcezza e convinzione.

Oggi, di fronte all’ignoranza religiosa siamo chiamate ad approfondire la nostra fede, a condividerla semplicemente con coloro che avviciniamo, a studiare i grandi problemi morali per essere in grado di dare una risposta chiara e garbata a coloro che si interrogano.
Nel ‘500 il tessuto ecclesiale si sfalda: la Riforma Protestante fa breccia sulla fede della cristianità e la divide. L’autorità della Chiesa spesso assunta da persone ambiziose, incapaci, o indegne, è contestata. Chi vive una vita cristiana integra è criticato, contestato, a favore di un umanesimo pagano. Messa e sacramenti, culto della Vergine e dei Santi, fedeltà nel matrimonio e celibato sacerdotale, vita religiosa - tutto è oggetto di discussione, di disprezzo, di scherno. Santa Angela Merici non critica nessuno. Prega e fa pregare perché Dio non abbandoni la sua Chiesa, ma la voglia riformare come a lui piace. (Ric. 7, 24). Raccomanda di non seguire nuove dottrine che passeranno e da sole cadranno, ma di vivere una vita nuova nelle fedeltà alle tradizioni della Chiesa, ordinate e confermate da tanti Santi per ispirazione dello Spirito Santo. (Ric. 7, 22). Lei stessa ne dà l’esempio e chiede alle sue figlie di vivere contro corrente frequentando i sacramenti, di essere fedeli alla Chiesa e al su Magistero.

Oggi, in un clima di filosofie e teologie divergenti, anche in seno alla Chiesa Cattolica, siamo chiamate a lasciar perdere le discussioni sterili, a vivere soprattutto una vita nuova, ad essere seminatrici di Vangelo, perché la Parola di Dio porti frutto nel cuore dei nostri contemporanei.

  • Il profetismo del futuro
    Il profetismo di Angela prevede il futuro che Dio destina alla Compagnia ; Ella dà alla Compagnia delle strutture d’avanguardia. Propone innovazioni basandosi sui bisogni e sugli appelli che percepisce nell’ambiente in cui vive. Gli ordini religiosi sono spesso in decadenza : Santa Angela Merici propone una vita di consacrazione nel mondo, ma con regole e strutture simili a quelle della vita religiosa. La sua opera darà quindi vita, col tempo, alle Orsoline secolari e alle Orsoline religiose.
    La donna è in situazione di inferiorità sotto l’autorità di un padre o di un marito, così come le congregazioni religiose femminili sono sotto l’autorità di un ramo maschile. Santa Angela, scrivendo una regola per donne, dà al suo Istituto un governo femminile. Ella affida i beni e l’organizzazione temporale della Compagnia a delle vedove perché, secondo il diritto civile in vigore a Brescia, solo la vedova erede del marito, aveva diritti civili riconosciuti. Infatti, amministrava liberamente i suoi beni e godeva piena autorità nella sua casa. Angela farà riconoscere diritti civili ai membri della Compagnia con la possibilità di possedere ed ereditare.

Angela Merici collabora con dei laici, stabilendo un gruppo di uomini incaricati della protezione legale e giuridica dei membri della Compagnia. Tocca a loro intervenire se una sorella non riceve il suo salario, un’altra l’eredità a cui ha diritto.

Oggi, anche noi siamo chiamate a difendere le donne prive dei loro diritti, assicurando loro, con l’educazione, un avvenire che permetta di far fronte alle loro necessità e a quelle della loro famiglia.
Vediamo intorno a noi molti laici desiderosi di vivere la nostra spiritualità, di condividere il nostro carisma, aiutarci nelle opere apostoliche, per cui, collaborare con loro, oggi, è divenuta un’esigenza da non sotto valutare.

  • Il profetismo dell’universalità
    La Compagnia, secondo Angela, deve sussistere fino alla fine dei tempi.
    Tenete questo per certo : che questa Compagnia è stata piantata direttamente dalla sua santa mano e lui non abbandonerà mai questa Compagnia fin che il mondo durerà. Infatti, se lui principalmente l’ha piantata, chi mai la potrà sradicare ? Credetelo, non dubitate, abbiate ferma fede che sarà così . Io so quello che dico. (Ult. Leg. 6-12).

Santa Angela Merici aveva previsto l’internazionalità della sua opera ? Può darsi. In ogni caso, se l’augurava. Ha infatti saputo dare alle sue figlie consigli di adattamento fondati sulla preghiera, la consultazione, la riflessione. Non aveva paura dei cambiamenti, dell’evoluzione della sua opera. Tutto ciò non era forse nei piani di Dio, frutto dello Spirito ? Oggi, con le nostre fondazioni missionarie all’estero, dobbiamo tener conto di poter vivere la vita Orsolina in modo diverso e secondo differenti culture.

Conclusione :

La personalità umana e religiosa di Santa Angela Merici formata in tempo di crisi ci dà delle risposte per i tempi di crisi. Santa Angela non cerca mai l’immediato, dà la preferenza a ciò che è essenziale e durevole. Abbiamo visto come a Venezia e poi a Roma abbia rifiutato una posizione vantaggiosa che le era proposta, quale direttrice di “opere pie”. Certo, i bisogni sociali avevano la loro voce, chiedevano una risposta urgente. Tuttavia, nel periodo turbinoso e confuso del Rinascimento, Angela ha soprattutto cercato di rispondere al bisogno più urgente della sua epoca : la fame di Dio. Era questo il suo personale modo di essere missionaria nel suo ambiente.

Oggi, nel nostro mondo in cerca di valori, per rispondere all’insoddisfazione metafisica dei nostri contemporanei, sarebbero necessarie più d’una “Angela” per far scoprire il senso della vita, i suoi fondamentali valori, aiutarli a incontrare Gesù Cristo, inviato dal Padre, per farci entrare in un’eternità d’amore. Angela Merici ci illumina con il suo esempio e il suo insegnamento. La meditazione dei suoi scritti ci permette via via di scoprire :

  • Un camino di preghiera e di interiorità,
  • Una illuminazione e un sostegno per la fede,
  • Motivi di speranza e fiducia
  • Sapienza che aiuta il discernimento in tempo di crisi,
  • Uno stile di vita che facilita la comunicazione,
  • Una via per progredire nel vivere da cristiani,
  • Una sintesi di tutte le verità essenziali del nostro Credo,
  • Dei segni per riconoscere i valori essenziali e veri.

    Ciascuno di questi aspetti meriterebbe di essere approfondito a potrebbe essere oggetto di un vasto sviluppo. Soprattutto, Angela, come una luce, rischiara la strada da seguire per lasciarci illuminare dell’amore di Dio e impegnarci a farlo conoscere. È questo il suo valido contributo per l’apostolato missionario nella vita attuale della Chiesa.

    Carisma missionario


    Marie Seynaeve, osu

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